La ricerca sul campo (in cantiere) dei ponti termici

Un giunto o ponte termico (dal punto di vista energetico) è una zona dell'involucro edilizio dove le perdite di calore - per trasmissione - sono rilevanti. ...

23/10/2015
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La ricerca sul campo (in cantiere) dei ponti termici

Un giunto o ponte termico (dal punto di vista energetico) è una zona dell'involucro edilizio dove le perdite di calore - per trasmissione - sono rilevanti.

Dal punto di vista geometrico/strutturale un ponte termico è semplicemente una discontinuità:

  • (1) di materiali che cambiano,
  • (2) di giaciture (degli elementi piani) che mutano la loro posizione nello spazio,
  • (3) di spessori che variano ecc.

Gli esempi classici sono:

  • (a) un pilastro in cemento armato interno ad un muro in laterizio,
  • (b) un angolo (o spigolo) tra due pareti esterne,
  • (c) il perimetro di un sottofinestra (quando il suo spessore è minore di quello della parete esterna).


Per come sono definiti, i ponti termici sono essenzialmente ineliminabili, di fatto si possono solo correggere inserendo nelle strutture del materiale isolante aggiuntivo, ossia aumentando il loro livello d'isolamento e riducendo, in larga parte, il loro effetto disperdente.

Dal punto di vista pratico è opportuno - nelle varie fasi del processo edilizio, su carta (progetto) ed in cantiere - saper vedere le zone dove insistono questi giunti di dispersione termica. In altre parole, allorquando si progetta un nuovo edificio - o si riqualifica una struttura esistente - è sempre opportuno redigere una scheda delle criticità termiche (i ponti appunto) con lo scopo di annotare le diverse priorità e modalità d'intervento.

I ponti termici - in funzione della loro estensione - sono classificabili in ponti termici lineari e ponti termici puntiformi. Dal punto di vista normativo (calcolo, certificazione energetica ecc.) vengono considerati esclusivamente i soli ponti lineari. Dal punto di vista concreto (diagnosi energetica, interventi di riqualificazione ecc.) si dovranno considerare sia i ponti di tipo lineare che quelli di tipo puntiforme: tutto in funzione del livello di criticità del ponte, ossia del livello di dispersione del calore, ovvero della sua estensione e del salto termico che insiste sul medesimo.

I ponti termici lineari si estendono lungo una linea che è data dall'intersezione di due strutture contigue. Esemplifichiamo dando un modo operativo di ricerca dei ponti termici lineari in un edificio semplicemente progettato o realizzato (esistente). I giunti di dispersione lineari sono - in ogni caso - nelle intersezioni di due o più strutture. Pertanto, facendo riferimento ad un modello generale di edificio, i ponti lineari si trovano nei punti di congiunzione di strutture diverse. Enumerando - con tipi o classi di larga massima - abbiamo:

  • (1) congiunzione solaio-parete perimetrale;
  • (2) congiunzione parete-parete perimetrale;
  • (3) congiunzione pilastro-parete perimetrale;
  • (4) congiunzione infisso-parete perimetrale.

Tutto questo quando si intende con il termine solaio sia quello di copertura che quello intermedio o di base dell'edificio, e con il termine parete sia quella di partizione interna che quella perimetrale.

In sintesi, con le quattro classi sopra elencate abbiamo rappresentato (in forma molto ma molto semplificata) le tipologie fondamentali dei ponti termici. Ovvero, dato un edificio (su carta o esistente), un giunti termico lineare - eventualmente da correggere in fase di progetto o in cantiere - è in ogni caso dato dalla congiunzione tra strutture diverse o diversamente orientate.

Come esempio concreto di ponti lineari abbiamo: perimetro cassonetti, sottofinestre e infissi; elementi strutturali in parete (pilastri, cordoli, solai, balconi ecc.); angoli tra pareti, spigoli e via discorrendo.
L'intensità di un ponte lineare è data dalla lunghezza del ponte medesimo: tanto maggiore è la sua lunghezza/estensione, tanto maggiore sarà - fermo restando il salto termico - la quantità di calore dissipato.

I ponti termici puntiformi, di fatto, non hanno estensione, ovvero hanno un'estensione assimilabile a quella di un elemento puntuale. Un esempio diffuso di giunto termico puntiforme è il collegamento con tasselli di un cappotto esterno, i quali fungono da elementi di dispersione del calore.

In conclusione, sempre con lo scopo di individuare e rimediare all'effetto negativo dei ponti termici, la ricerca dei medesimi - in una struttura esistente o semplicemente disegnata - si dovrà concentrare sulle linee di congiunzione tra strutture diverse e su tutti gli elementi d'involucro (di tipo puntiforme) costituiti da un materiale di conducibilità maggiore di quella della parete perimetrale.

Una volta determinate le posizioni di tutti i ponti termici (mediante lo studio delle geometrie e dei materiali come sopra accennato), l'intensità (o criticità) dei medesimi - ossia la determinazione dell'urgenza degli interventi di correzione - si potrà valutare sia analizzando le rispettive zone d'influenza (soprattutto le lunghezze), sia valutando, con la termocamera, la quantità dei raggi infrarossi emessi: più calore viene "scaricato" verso l'esterno (ovvero più "freddo" verso l'interno) maggiore è la criticità del ponte.

Per la riduzione dell'effetto ponte si dovrà procedere alla loro correzione. Di fatto - nel caso di ponti lineari - si aggiungerà del materiale isolante con lo scopo di aumentare la resistenza termica. Diversamente - per i giunti puntiformi - si sostituirà il componente (chiodo, tassello, vite, perno ecc.) con uno a conducibilità inferiore. Esempio: in luogo di un tassello in metallo (vite con involucro in metallo) si userà un tassello in plastica (vite con involucro in plastica) e via di seguito.




Nelle due suddette figure riportiamo (A) la congiunzione non corretta di un solaio intermedio con una parete perimetrale e (B) la medesima congiunzione corretta. Nelle due figure il materiale isolante iniziale (ponte non corretto) è indicato con una linea a forma d'onda, mentre il materiale aggiunto per la correzione è indicato con il tratteggio incrociato.

Un altro caso interessante - nell'ipotesi di riqualificazione energetica - è il fissaggio dei pannelli isolanti per la costituzione di un cappotto esterno in legno minerale o sughero oppure polistirene espanso ecc.
In questo caso i pannelli isolanti verranno collegati all'esterno della parete perimetrale (la struttura da riqualificare) mediante un insieme di viti ad espansione che - dal punto di vista energetico - avranno un funzionamento simile ad un insieme di giunti termici di tipo puntiforme, con una perdita di calore proporzionale alla conducibilità termica del materiale delle viti medesime.

L'intervento di correzione avrà come obiettivo l'aumento della resistenza termica delle viti con l'uso di un materiale a bassa conducibilità termica, per cui il fissaggio dei pannelli isolanti alla parete esterna verrà fatto con tasselli interamente in plastica, ovvero con viti in plastica dotate di un involucro di espansione ugualmente in plastica.

Dal punto di vista tecnologico la vite ad espansione - il tassello (o elemento di fissaggio dei pannelli isolanti) - potrebbe essere costituita dalle seguenti due parti:

  • (1) la vite in nylon rinforzato con fibra di vetro e trasmissione del calore prossima allo zero;
  • (2) l'involucro di espansione in nylon. In questa caso, e per concludere, i materiali isolanti consigliati per i pannelli esterni sono quelli resistenti a compressione: poliuretano, polistirene, vetro cellulare, lana minerale, legno minerale ecc.


Con questo articolo ho cercato di dare un quadro sintetico relativo alla ricerca e classificazione in "campo" - ossia in opera - dei ponti termici. Per ulteriori approfondimenti rimando ad eventuali domande da parte dei lettori.

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A cura dell'Ing. Marco Berti