Muri di cinta e di contenimento: a quanto la distanza di una tettoia?

La Corte di Cassazione si esprime sulla differenza tra muri di cinta e di contenimento e le distanze legali di una tettoria dal confine

di Giorgio Vaiana - 27/03/2021
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Muri di cinta e di contenimento: a quanto la distanza di una tettoia?

Tettoie, muri di cinta e muri di contenimento. Importante la sentenza della Corte di Cassazione (la n. 5335/2021), pubblicata lo scorso 26 febbraio 2021, che mette pace tra due vicini confinanti.

Tettoia e muro

Propone ricorso il proprietario di un immobile che aveva realizzato una tettoia al confine della proprietà con il suo vicino che ha chiesto e ottenuto, in primo e secondo grado, la sua rimozione. Per il proprietario della tettoia, però, sono state fatte erronee considerazioni sul muro di confine, qualificato come muro di cinta e non come muro di fabbrica, oltre all'accertamento dell'illegittimità della tettoia in aderenza al muro.

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Le misure

I giudici della Cassazione impiegano davvero pochissimo a stabilire di che muro si tratti. E l'oggetto del ricorso è un muro "di cinta", dicono i giudici, perché non ha un'altezza superiore a tre metriedifici costruiti in aderenza. A quel punto, il tecnico incaricato ha dirottato la sua attenzione sulla tettoia oggetto del contendere, per verificare se questa potesse essere conforme alla normativa vigente nel Comune di residenza dei due vicini. E non era così. Nonostante una nuova norma arrivata nel corso degli anni, la tettoia non rispettava l'altezza media prevista superandola di quasi venti centimetri.

Muro di cinta e distanze

Dicono i giudici: "L'esenzione del rispetto delle distanze tra costruzioni, come previsto dall'art.878 del codice civile, si applica sia ai muri di cinta, qualificati dalla destinazione alla recinzione di una determinata proprietà, dall'altezza non superiore a tre metri, dall'emersione dal suolo nonché dall'isolamento di entrambe le facce da altre costruzioni, sia ai manufatti che siano comunque idonei a delimitare un fondo ed abbiano ugualmente la funzione e l'utilità di demarcare la linea di confine e di recingere il fondo". Dagli accertamenti fatti, il muro oggetto del ricorso marcava la linea di confine ed era destinato alla recinzione e non era alto più di tre metri, contrariamente a quanto sostiene l'uomo che ha presentato ricorso. Il Ctu (consulente tecnico d'ufficio), secondo la Cassazione, ha sempre agito in maniera corretta, considerando il muro di confine. Cosa che poi, non è mai stata contestata dal proprietario della tettoia, né in primo né in secondo grado. Le altre due motivazioni di ricorso non sono state prese in considerazione. La Cassazione ha dichiarato inammissibile l'intero ricorso.