Per la sicurezza del territorio necessario un Piano di Manutenzione Nazionale

Per la sicurezza del territorio è necessario ''un Piano nazionale che duri il tempo che serve, quindi 15 anni, che sia sostenuto da investimenti privati agev...

01/06/2012
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Per la sicurezza del territorio è necessario ''un Piano nazionale che duri il tempo che serve, quindi 15 anni, che sia sostenuto da investimenti privati agevolati e da finanziamenti pubblicì'. Queste le parole del Ministro dell'Ambiente Corrado Clini che, a margine del "Greening Camp" tenutosi giovedì 31 maggio alla Luiss Guido Carli di Roma, ha sottolineato l'importanza del piano per la sicurezza del territori, divenuto ormai una vera e propria priorità.

"L'ho sempre detto in questi mesi - ha affermato il Ministro Clini - Ho cominciato a parlare di un Piano nazionale a novembre, appena mi sono insediato, e contestualmente ai disastri avuti alle Cinque Terre, nella Lunigiana e in Sicilia".

Il Ministro è voluto, inoltre, intervenire il merito alla polemica dell'ultima ora contro l'aumento della benzina di 2 centesimi per gli aiuti alle zone colpite dal sisma in Emilia.
"La Spending Rewiew ci darà risorse da ottobre. Prima di quella non avremo niente, l'unico modo allora, era di utilizzare le accise. Non vogliamo - ha affermato Clini - che i petrolieri paghino il contributo di solidarietà. L'aumento di due centesimi sulla tassa della benzina non si traduce in un aumento della benzina perché secondo le variazioni del prezzo del barile, due centesimi possono essere assorbiti riportando i margini di profitto dei petrolieri in un contesto giusto, fra virgolette. Ci attendiamo dalla Spending Rewiew il miliardo che abbiamo destinato nel 2013 e quello del 2014 per l'Emilia".

"Questo intervento, che è sull'accisa della benzina - ha continuato Clini - mi auguro non abbia effetti sul prezzo dei carburanti perché il prezzo sta scendendo e le compagnie devono ridurre i margini speculativi. Altre volte siamo dovuti intervenire, oggi senza un nostro richiamo, è necessario che si muovano da sole".

Le mappe del rischio sismico Il ministro dell'Ambiente ha poi evidenziato che "le mappe del rischio sismico sono già aggiornate: questo è un dato automatico. Il punto vero, guardando a quanto è avvenuto negli ultimi trent'anni per gli eventi sismici, è che noi dobbiamo assumere gli scenari peggiori: non è possibile più tarare i criteri di sicurezza per le costruzioni in base a quanto abbiamo visto sedimentato nei secoli scorsi".

Il commento dell'Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE)
Bene la proposta del ministro Clini che prevede un piano a lungo termine per rimettere in sicurezza il territorio. Come aveva già sottolineato l'Ance in relazione alla ricostruzione dopo il terremoto dell'Aquila, troppo spesso queste tragedie mettono in luce che è venuta a mancare la prevenzione e la manutenzione del territorio.

"Non si può vivere con la logica dell'emergenza - ha dichiarato il presidente Paolo Buzzetti - gli eventi ci hanno dimostrato che costa molto di più in termini di vite umane, danni al patrimonio, risorse spese (160 mld di euro il costo dei terremoti negli ultimi 50 anni), intervenire per ricostruire piuttosto che programmare per tempo e in una logica di lungo termine gli interventi necessari per la manutenzione degli edifici e del territorio".

"La messa in sicurezza del suolo e l'adeguamento sismico degli edifici costituiscono la più grande infrastruttura per il Paese. È un'azione che va intrapresa soprattutto considerando che il 62% delle abitazioni esistenti risulta costruito prima del 1972 e quindi senza il rispetto delle norme sismiche".

Il commento del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC)
"È molto positivo che il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, abbia lanciato oggi un piano nazionale per la sicurezza del territorio considerandolo una priorità e una grande infrastruttura per il nostro Paese. È da tempo, infatti, che gli architetti italiani sottolineano la necessità di mettere in sicurezza le città e il territorio del nostro Paese".

Queste le parole del CNAPPC che ha ribadito "che il primo vero obiettivo deve essere la sicurezza dei cittadini. Per questo motivo abbiamo più volte chiesto al Governo di istituire l'obbligatorietà del libretto del fabbricato che può essere lo strumento attraverso il quale acquisire consapevolezza dello stato dei luoghi in cui si vive e si lavora. Connesso ad una database nazionale il libretto del fabbricato può essere il punto di partenza per censire lo stato del nostro patrimonio edilizio dal quale avviare un programma nazionale di rigenerazione degli abitati".

Il commento dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI)
"Chiediamo di poter partecipare ai Tavoli in cui si definiscono i criteri di ripartizione delle risorse. Ai Comuni devono essere garantite le condizioni necessarie per svolgere le attività di prevenzione, previsione, soccorso e ripristino".

Queste le parole del Delegato alla Protezione civile dell'ANCI Roberto Reggi, a margine dell'audizione presso le Commissioni Ambiente e Affari costituzionali della Camera sulla riforma della Protezione civile, richiesta dal Presidente dell'ANCI, Graziano Delrio, con una lettera dove si è ribadita la necessità di un incontro per i risvolti che il disegno di legge assume nei confronti dei Comuni e che, secondo l'Associazione merita un attento e approfondito esame.

"Questo disegno di legge - ha denunciato Reggi - ancora una volta riconosce al Sindaco la responsabilità come autorità locale di protezione in fase di emergenza, ma senza che gli siano garantite le adeguate risorse finanziarie per esercitare questa responsabilità".

L'ANCI ha presentato una serie di osservazioni al disegno di legge, osservazioni contenute in un documento che è stato consegnato in audizione. Tra le numerose richieste, Reggi ha evidenziato la necessità "che venga attuato da subito un Piano straordinario di messa in sicurezza del territorio, soltanto dopo siamo disposti ad accettare l'introduzione di assicurazioni". E ha concluso: "non siamo contrari alle assicurazioni, ma se a questo non si accompagna un Piano straordinario di sicurezza sarebbe una forma di abbandono progressivo dei cittadini da parte dello Statò".

"Sono molti i Comuni che stanno segnalando all'ANCI gravi problemi di liquidità e la necessità di ricorrere a costose anticipazioni di cassa. Questa situazione è dovuta in gran parte alla riduzione di circa il 10% delle risorse per effetto dei tagli e delle compensazioni derivanti dal gettito atteso dell'Imu". È quanto dichiara Angelo Rughetti, Segretario Generale dell'ANCI.
"Inoltre - ha aggiunto Rughetti - il Governo sta erogando in questi giorni metà di quanto dovuto entro il mese di maggio, mettendo in serio pericolo i pagamenti anche degli stipendi e delle rate dei mutui, in quanto il ricorso alla liquidità attraverso il sistema bancario è limitato al 25% delle entrate correnti e quindi rischia di non essere sufficiente per i pagamenti dovuti. Invitiamo quindi il Ministero dell'Economia ad accelerare gli adempimenti necessari per garantire la liquidità utile ai pagamenti e il Ministero dell'Interno a procedere subito ai trasferimenti altrimenti - sottolinea - i Comuni saranno costretti ad assumere iniziative clamorose"

"L'ANCI - ha concluso Rughetti - ritiene che sia giusta la massima attenzione da parte di tutti i livelli di governo all'emergenza finanziaria del Paese, e il grande impegno per superare la crisi, ma le difficoltà della finanza pubblica non possono essere scaricate nuovamente sui Comuni".

A cura di Gabriele Bivona