Quote gratuite di CO2 all'industria e impianti energia

È stato approvato dal Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, il decreto legge con l'adozione di misure p...

04/05/2010
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È stato approvato dal Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, il decreto legge con l'adozione di misure per l'assegnazione di quote di emissione di CO2, a titolo gratuito, per gli operatori energetici e industriali con impianti entrati in funzione dopo aprile 2009.

La misura, tutela dal rischio di aumenti del prezzo dell'energia e permette di soddisfare le richieste di assegnazione senza aggravi né per i consumatori né per la finanza pubblica.
"Con questa misura - ha commentato Scajola - abbiamo ripristinato condizioni di concorrenzialità per le imprese, nel pieno rispetto degli obblighi comunitari in materia di emissioni. Anche le nuove imprese potranno disporre dei necessari diritti di emissione, avendo inoltre garantita la compensazione degli oneri per acquistarli: è stato così possibile evitare rincari dei prezzi dell'energia elettrica, con aumenti nelle bollette dei consumatori, famiglie e imprese".

La dotazione di quote di CO2 previste dal Piano Nazionale di Assegnazione per il periodo 2008-2012 prevedeva una riserva per i nuovi entranti pari a 21,7 milioni di tonnellate di CO2, non sufficiente a soddisfare le nuove richieste di oltre 500 imprese di diversi settori industriali oltre che di produttori di energia elettrica.

Di diverso avviso Legambiente che con il suo responsabile energia, Edoardo Zanchini,ha commentato negativamente la presa di posizione del Governo sostenendo che "È mancato il coraggio di premiare l'efficienza energetica. Decisione scellerata che va contro la Direttiva Europea in materia di Gas serra e concorrenza. Lo segnaleremo a Bruxelles".
Zanchini ha sostenuto che il decreto legge non è altro che "Un regalo alle centrali più inquinanti che va contro gli obiettivi della Direttiva Europea in materia di Gas Serra. Il nostro Paese ha rinviato per l'ennesima volta un impegno serio nella direzione della riduzione dei Gas Serra, regalando alle imprese la gratuità nello sforamento delle emissioni e togliendo le risorse proprio agli interventi di riduzione della CO2 e di spinta agli interventi di efficienza energetica".

"Il Governo - ha continuato Zanchini - ha scelto la soluzione meno coraggiosa e lungimirante, certamente non facendo l'interesse dei cittadini né quello del Paese". Legambiente ha posto l'accento su come le risorse che subito vengono anticipate alle imprese attraverso il Provvedimento, provengano dalla futura vendita all'asta delle quote di emissioni di CO2, ossia dalla voce creata proprio per muovere investimenti nelle politiche industriali virtuose. Per l'associazione ambientalista questa scelta è un errore, mentre l'unica soluzione sensata sarebbe stata quella di premiare l'efficienza negli impianti entrati in funzione lo scorso anno, fissando una quota gratuita di emissioni per tutti gli impianti e facendo pagare la restante secondo un principio di chi più inquina più paga, come ad esempio le centrali a carbone.

Zanchini ha concluso affermando che Legambiente invierà un esposto all'UE per mettere in evidenza come questa decisione vada contro la Direttiva in materia di Gas Serra e contro le regole della concorrenza tra le imprese.

Legambiente ha, infine, ricordato come nel 2009 le imprese italiane abbiano emesso 22,8 milioni di tonnellate in meno di CO2, una quota inferiore a quanto imposto dalla Direttiva ETS per via della crisi economica. In controtendenza rispetto al calo complessivo ci sono solo due settori: le raffinerie e le centrali termoelettriche a carbone, responsabili di oltre il 30 per cento delle emissioni generate per produrre elettricità. Nel 2009 gli impianti a carbone hanno sforato più di ogni altra attività industriale gli obiettivi della direttiva ETS, superando di ben 6,4 milioni di tonnellate di CO2 i limiti imposti.