Nella nota viene precisato che la Commissione non ha potuto “monitorare” l’applicazione delle “Norme tecniche per le costruzioni” (sostanzialmente non utilizzate da professionisti ed Amministrazioni), trovandosi nella necessità di dover “monitorare” difficoltà interpretative ed applicative delle medesime e che, in riferimento a precise indicazioni del nuovo Presidnete del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici, le norme stesse sono state in molte parti riscritte e riorganizzate per allinearle al sistema europeo che si basa sugli Eurocodici di progettazione strutturale.
Ecco, pertanto, che il nuovo testo, che sarà del tipo soltanto prestazionale e non fisserà, oltre agli obiettivi generali della sicurezza, anche i metodi di calcolo necessari per il conseguimento di tali obiettivi come si verifica nelle attuali Norme tecniche, dovrà essere accompagnato da una circolare che contenga verificate regole applicative ed ogni altro riferimento alle indicazioni progettuali degli Eurocodici ed è ovvio che alla luce della situazione sopradescritta è, veramente, improponibile rendere obbligatoria l’applicazione, a partire dal 23 aprile prossimo, del D.M. 14/9/2005, che nelle more è stato completamente revisionato.
Immaginiamo la confusione che verrebbe a generarsi e quello che potrebbe succedere con un provvedimento che di fatto è stato emanato nel mese di settembre 2005, non è entrato compiutamente in vigore sino al 23 aprile 2007 e succesivamente all’eventuale entrata in vigore in via definitiva, verrebbe sostituito da un nuovo decreto che, come sembra, modifica in maniera sostanziale il precedente.
Speriamo che il Governo, comprendendo le difficoltà dei professionisti e delle Amministrazioni, decida per un ulteriore rinvio dell’applicazione delle norme in attesa che il nuovo testo venga definitivamente approvato.
A cura di Paolo
Oreto