Schema Regolamento edilizio tipo: Interrogazione di Ermete Realacci

Mercoledì scorso alla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, il Presidente Ermete Realacci ha presentato una seguente interrogazione relativa al Reg...

05/08/2016
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Schema Regolamento edilizio tipo: Interrogazione di Ermete Realacci

Mercoledì scorso alla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, il Presidente Ermete Realacci ha presentato una seguente interrogazione relativa al Regolamento edilizio tipo previsto dall’articolo 17-bis del decreto-legge, n. 133 del 2014, meglio come conosciuto come decreto “Sblocca Italia”, in cui è prescritto: “il Governo, le regioni e le autonomie locali, in attuazione del principio di leale collaborazione, concludono in sede di Conferenza unificata accordi ai sensi dell'articolo 9 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, o intese ai sensi dell'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131, per l'adozione di uno schema di regolamento edilizio-tipo, al fine di semplificare e uniformare le norme e gli adempimenti. Ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettere e) e m), della Costituzione, tali accordi costituiscono livello essenziale delle prestazioni, concernenti la tutela della concorrenza e i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. Il regolamento edilizio-tipo, che indica i requisiti prestazionali degli edifici, con particolare riguardo alla sicurezza e al risparmio energetico, è adottato dai comuni nei termini fissati dai suddetti accordi, comunque entro i termini previsti dall'articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni

Nell’interrogazione viene citata:

una notizia di stampa della fine del 2015 in cui si parlava della conclusione dell’iter in sede di Conferenza unificata entro e non oltre novembre 2015;

un'agenzia Ansa del 28 aprile 2016 nel corso di un'audizione in Parlamento il ministro Madia ha affermato che il lavoro sul regolamento unico comunale sta andando avanti e nonostante il ritardo quel che c'era di più impegnativo è stato fatto;

un articolo dell'8 febbraio è stata licenziata la lista delle 42 definizioni uniformi e inderogabili;

un articolo del 27 luglio 2016 un del Corriere della Sera che ritorna sulla questione dell'emanazione del regolamento unico comunale per gli otto mila comuni italiani descrivendo le grosse difficoltà nella redazione delle “definizioni uniformi” ed una gestazione “più lunga della scrittura della Costituzione repubblicana”.

All’interrogazione ha risposto il sottosegretario di Stato per le infrastrutture e per i trasporti, Umberto Del Basso De Caro precisando che:

Il Gruppo di lavoro dedicato al Regolamento edilizio-tipo - che stabilisce i principi e i criteri generali per semplificare e uniformare in tutto il territorio nazionale i regolamenti edilizi comunali dotandoli di definizioni uniformi dei parametri urbanistici ed edilizi anche attraverso una ricognizione della disciplina generale in materia edilizia - ha concluso la propria attività lo scorso 12 luglio predisponendo l’apposito Schema tipo di regolamento edilizio, al cui interno vi sono sezioni che privilegiano la sicurezza e il risparmio energetico degli edifici. Il successivo 22 luglio, la proposta di schema è stata trasmessa, per il seguito di competenza, all’ANCI e alla Conferenza delle Regioni.

I lavori per la predisposizione del Regolamento sono iniziati sin dall’insediamento del Ministro Delrio, attesa la rilevanza degli argomenti, in quanto soprattutto finalizzati a semplificare le norme e gli adempimenti per migliorare la vita dei cittadini e degli operatori.

Tuttavia, la ricerca di una scelta condivisa e la necessità di semplificare e uniformare le diverse norme di settore, hanno determinato un rallentamento dei lavori il cui iter sarà concluso entro il mese di settembre. Resta ferma l’autonomia dei comuni nell’adozione dei propri regolamenti edilizi nei termini fissati dagli accordi”.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it