Testo Unico in Edilizia: la Sicilia recepisce il D.P.R. n. 380/2001 dopo 15 anni

Ci sono voluti 15 anni ma la Sicilia finalmente può dire di far parte del territorio italiano. Dopo il recepimento dinamico del Codice degli Appalti (modific...

03/08/2016
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Testo Unico in Edilizia: la Sicilia recepisce il D.P.R. n. 380/2001 dopo 15 anni

Ci sono voluti 15 anni ma la Sicilia finalmente può dire di far parte del territorio italiano. Dopo il recepimento dinamico del Codice degli Appalti (modificato recentemente dalla Legge n. 8/2016 che ha aggiornato il comparto normativo siciliano al nuovo D.Lgs. n. 50/2016 - leggi articolo), nella seduta del 2 agosto 2016 l'Assemblea Regionale Siciliana (ARS) ha approvato il disegno di legge n. 842 recante "Recepimento del Testo Unico in materia di Edilizia, Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380".

Il disegno di legge, presentato dai deputati Trizzino, Tamajo, Malafarina, Ferrandelli, Foti, Palmeri, Vullo, Federico, Assenza, Fazio, Cirone, Raia, Sudano, Turano, Barbagallo, e approvato con 60 voti favorevoli e 1 contrario, avvicina dopo 15 anni il settore dell'edilizia italiana al resto del Paese. Unica modifica sostanziale nel testo presentato in aula rispetto a quello approvato è l'inammissibilità dell'emendamento presentato dall'ex sindaco di Trapani Girolamo Fazio che avrebbe consentito la sanatoria edilizia per le case costruite entro la fascia dei 150 metri dalla battigia tra il 1976 e il 1985 (leggi articolo). Lo stesso Presidente dell'ARS Giovanni Ardizzone nei giorni scorsi aveva parlato di testo inammissibile perché viola norma di natura costituzionale: "L'emendamento sulla sanatoria delle costruzioni realizzate nella fascia costiera dei 150 metri dalla riva contiene evidenti profili di incostituzionalità pertanto è inammissibile e quindi domani non verrà discusso in aula. Gli uffici dell'Ars - aveva affermato Ardizzone - avevano già evidenziato tali anomalie durante l'esame in Commissione Ambiente e territorio, ma l'emendamento è stato inopinatamente messo ai voti".

Soddisfatta anche la presidente della Commissione Territorio ed Ambiente Mariella Maggio che ha parlato di una "legge importantissima per la Sicilia che prevede lo snellimento amministrativo e garantisce certezza nell'iter procedurale a tutti i cittadini. Una norma che certamente influirà positivamente su un settore importante per l'economia dell'isola qual è quello dell'edilizia".

Entrando nel dettaglio, il ddl approvato prevede il recepimento dinamico dei seguenti articoli del D.P.R. n. 380/2001: 1, 2, 2bis, 3, 3bis, 5, 7, 8, 9bis, 11, 12, 13, 14, 18, 20, 21, 23, 23ter, 24, 25, 26, 27, 28, 28bis, 29, 30, 31, 33, 35, 37, 38, 39, 40, 41, 42, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 49, 50, 51, 52, 53, 54, 55, 56, 57, 58, 59, 60, 61, 62, 63, 64, 65, 66, 67, 68, 69, 70, 71, 72, 73, 74, 75, 76, 77, 78, 79, 80, 81, 82, 83, 84, 85, 86, 87, 88, 90, 91, 92, 93, 95, 96, 97, 98, 99, 100, 101, 102, 103, 104, 105, 106, 107, 108, 109, 110, 111, 112, 113, 114, 115, 116, 117, 118, 119, 120, 121, 122, 136 e 137. Vengono recepiti con modifiche i seguenti articoli: 4, 6, 9, 10, 15, 16, 17, 19, 22, 23 bis, 32, 34, 36, 89 e 94.

Durante la fase di voto in aula il deputato Giampiero Trizzino (M5S) ha evidenziato l'importante contributo delle categorie professionali, Consulta degli Architetti in testa, nei lavori di preparazione del disegno di legge. "Oggi - ha affermato il deputato Trizzino - consegniamo alla Sicilia uno strumento moderno di governo del territorio che, al contempo, vuole essere modello di semplificazione amministrativa.

Abbiamo introdotto principi innovativi come lo sportello telematico e il modello unico elettronico per tutti i titoli abilitativi, che – se correttamente utilizzati – determineranno innegabili vantaggi per il monitoraggio delle attività edilizie, anche al fine di contrastare e reprimere gli abusi. Abbiamo voluto garantire l’aggiornamento continuo con la legislazione nazionale, per mantenere la Sicilia al passo con il resto d’Italia".

In riferimento al recepimento del testo è stata concepita una distribuzione del testo in due differenti modalità (dinamica e statica) al fine di adeguare la normativa siciliana alle novità che negli anni saranno introdotte dal Parlamento nazionale. "Per rispetto dello Statuto - ha continuato Trizzino - non potevamo recepire il DPR sic et simpliciter. Abbiamo infatti voluto dare peso alle peculiarità siciliane. Ciò è visibile non solo in alcuni specifici aspetti procedurali, quali l’adozione dei regolamenti edilizi, i pareri sugli strumenti urbanistici e le ulteriori ipotesi di edilizia c.d. “semplice”, ma anche – e particolarmente – nei maggiori ambiti di tutela che la normativa accorda tanto per le aree protette, quanto per gli spazi della rete Natura 2000, nonché per le relative fasce di rispetto".

"Nel complesso - ha concluso il deputato dei 5 stelle - possiamo affermare di avere prodotto un testo che, per quanto perfettibile, è un passo avanti verso una disciplina del governo del territorio più aderente ai rinnovati principi di trasparenza amministrativa e di tutela del paesaggio".

Soddisfazione per il provvedimento è arrivata anche dai costruttori palermitani. "Dopo 15 anni - ha affermato Santo Cutrone, Presidente di ANCE Palermo - la Regione siciliana recepisce, in maniera dinamica, il Testo unico dell'Edilizia che nel 2001 ha innovato in maniera evoluta e incentivante le norme in materia: finalmente anche la Sicilia entra a fare parte dell'Italia nel campo delle costruzioni. Non possiamo che essere soddisfatti".

Sui tempi per il recepimento del Testo Unico Edilizia Cutrone ha parlato di "Un grave ritardo che deve fare riflettere sull'urgenza di rivedere lo Statuto regionale affinché nel recepire le leggi nazionali l'Autonomia da freno dello sviluppo possa diventare una rapida opportunità di agganciare la ripresa e superare l'arretratezza economica e sociale dell'Isola. Adesso spetta a tutte le pubbliche amministrazioni applicare nella maniera più celere e coerente possibile le nuove norme, affinché il settore possa godere quanto prima dei tanti benefici vigenti nel resto d'Italia e finora negati alle imprese siciliane. Un gap di concorrenza che era diventato intollerabile e insostenibile".

A cura di Redazione LavoriPubblici.it