Edifici a emissioni zero entro il 2030: le proposte della UE

L'obiettivo è modificare la direttiva sulla prestazione energetica in edilizia per ottenere la riqualificazione dell'intero parco immobiliare europeo

di Redazione tecnica - 31/10/2022
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Edifici a emissioni zero entro il 2030: le proposte della UE

Via libera dal Consiglio Europeo alla proposta di revisione della direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia (Energy Performance of Building Directive – EPBD), per spingere sulla riqualificazione dell’intero parco immobiliare europeo, eliminando gradualmente gli edifici con le prestazioni energetiche peggiori.

Prestazioni energetiche immobili: i nuovi obiettivi della UE

Con le nuove disposizioni si punta a realizzare edifici di nuova costruzione a emissioni zero entro il 2030, mentre per gli immobili esistenti il traguardo delle zero emissioni dovrebbe essere raggiunto nel 2050. La proposta fa parte integrante del pacchetto UE sul clima Fit for 55, che a breve verrà discusso tra Consiglio UE, Europarlamento e Commissione, con l'obiettivo di adottare un testo comune. Ancora più vicino l'obiettivo per i nuovi edifici di proprietà pubblica, che dovranno essere a emissioni zero dal 2028.

Le proposte per gli edifici esistenti

Per quanto riguarda gli edifici esistenti, verranno introdotti dagli Stati membri degli standard minimi di prestazione energetica, corrispondenti alla quantità massima di energia primaria che gli edifici possono utilizzare per mq/anno:

  • nel caso di edifici non residenziali esistenti, sono state previste delle soglie massime di prestazione energetica, basate sul consumo di energia primaria, pari al 15% entro il 2030 e al 25% entro il 2034. Le soglie andranno stabilite sulla base del consumo energetico del parco immobiliare nazionale al 1° gennaio 2020 e potranno essere differenti secondo le diverse categorie di edifici;
  • per gli edifici residenziali esistenti, gli standard minimi di prestazione energetica sono stabiliti dagli Stati membri sulla base di una traiettoria nazionale in linea con la progressiva ristrutturazione del loro parco immobiliare per renderlo a emissioni zero entro il 2050

Verranno istituiti due "check point" per verificare i risultati raggiunti:

  • entro il 2033 il consumo medio di energia primaria dell'intero parco immobiliare residenziale dovrà essere pari almeno alla classe di prestazione energetica D;
  • entro il 2040 a un valore, fissato a livello nazionale, in linea con il percorso verso la trasformazione a emissioni zero del parco immobiliare residenziale.

Modifiche agli attestati di prestazione energetica

Novità in vista anche per gli attestati di prestazione energetica: nasce la categoria "A0", corrispondente agli edifici a emissioni zero, che si aggiungerà a quelle esistenti. Per gli Stati membri anche la possibilità di aggiungere una nuova categoria "A+" per gli edifici che, oltre ad essere a emissioni zero, offrono un contributo alla rete energetica da rinnovabili in loco.

Come riportato nella nota della Commissione, si tratta di una proposta particolarmente importante, dato che a livello dell'Unione gli edifici sono responsabili del 40% del consumo energetico e del 36% delle emissioni dirette e indirette di gas a effetto serra legate all'energia. Obiettivo finale minimo è il raddoppio del tasso annuo di ristrutturazione energetica degli edifici entro il 2030 e a incoraggiare ristrutturazioni profonde.