Enti del Terzo Settore, le nuove Linee Guida ANAC

Obiettivo è fornire indicazioni per la corretta applicazione della normativa legata al Codice degli Appalti nell’assegnazione dei servizi sociali

di Redazione tecnica - 13/08/2022
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Enti del Terzo Settore, le nuove Linee Guida ANAC

Con la delibera n. 382 del 27 luglio 2022, ANAC ha approvato le Linee Guida sugli affidamenti di servizi sociali, finalizzate a favorire la diffusione di buone pratiche nell’affidamento dei servizi sociali, assicurare il pieno rispetto del codice dei contratti pubblici, applicare i principi di pubblicità, trasparenza, economicità, efficienza e parità di trattamento anche nel Terzo Settore.

Affidamenti di servizi sociali: le Linee Guida ANAC

Le Linee Guida nascono a seguito di numerose richieste di chiarimenti e aiuti presentate all’Autorità da parte di enti del Terzo Settore in riferimento alla corretta applicazione della normativa nell’assegnazione dei servizi sociali, specie a seguito della pubblicazione della legge n. 120/2020, e dopo l’emanazione del Codice del Terzo Settore che si applica ad ambiti coperti anche dal Codice degli Appalti. Inoltre, sono emerse difficoltà nella scelta tra le diverse forme di affidamento disponibili.

In particolare, le Linee Guida:

  • individuano e descrivono le fattispecie estranee ed escluse dall’ambito di applicazione del codice dei contratti pubblici;
  • chiariscono che il codice dei contratti pubblici si applica nei soli casi in cui le stazioni appaltanti decidano di affidare i servizi sociali ricorrendo alle procedure previste dal codice;
  • specificano che sono escluse ipotesi in cui la scelta dell’amministrazione ricada su modalità alternative di svolgimento del servizio, quali la co-programmazione e co-progettazione, le convenzioni con le Organizzazioni di volontariato e le Associazioni di promozione sociale, le forme di autorizzazione o accreditamento previste dalla legislazione regionale.
  • precisano la disciplina applicabile alle concessioni di servizi sociali;
  • specificano che la scelta tra le diverse modalità disponibili di svolgimento del servizio spetta alle stazioni appaltanti, ed è effettuata in considerazione della natura del servizio da svolgere, delle finalità e degli obiettivi da perseguire, delle modalità di organizzazione delle attività e della possibilità/opportunità, da un lato, di coinvolgere attivamente gli operatori del settore nelle diverse fasi del procedimento di realizzazione del servizio e, dall’altro, di prevedere la compartecipazione dell’amministrazione allo svolgimento dello stesso.

Il contesto di riferimento

Come sottolinea l'Autorità Nazionale Anticorruzione, circa la metà degli affidamenti di servizi sociali per numero e oltre un quarto degli affidamenti per valore dell’importo di aggiudicazione sono assegnati con la partecipazione di un solo concorrente. La singola partecipazione dipende in alcuni casi dal ricorso ad affidamenti diretti consentiti dalla normativa, in altri casi è il segnale di una ridotta concorrenza presente nel settore.

Gli appalti aggiudicati con almeno sei concorrenti rappresentano meno del 15% del totale, anche se questi affidamenti si riferiscono alle gare di importo maggiore, che comprendono il 35% del totale. I dati si riferiscono ad affidamenti di importo superiore a 150 mila euro e, quindi, non considerano gli affidamenti diretti permessi dal ridotto valore dell’appalto.

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