Fondo Demolizioni: approvati gli interventi ammessi con riserva

Nuovo provvedimento del Ministero delle Infrastrutture per la demolizione di strutture e opere abusive e per il ripristino e il reinterro di aree urbane inserite nell'elenco B del DM n. 285/2022

di Redazione tecnica - 02/12/2022
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Fondo Demolizioni: approvati gli interventi ammessi con riserva

È stato firmato dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, il nuovo provvedimento con cui sono stati ammessi al Fondo Demolizioni gli interventi contenuti nell’Elenco B del Decreto Ministeriale del 16 settembre 2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 10 novembre 2022, n. 263.

Fondo demolizione opere abusive: gli interventi approvati

Con l’approvazione si procederà alla realizzazione di altri 19 interventi, di cui 12 in Sicilia, 4 in Puglia e 1 in Lombardia, Calabria ed Emilia Romagna, consistenti nella demolizione di strutture e opere abusive e nel ripristino e reinterro di aree urbane.

Come specificato nel Decreto del 16 settembre 2022, ai sensi dell’art. 3, comma 5 del decreto interministeriale n. 254 del 23 giugno 2020, erano stati ammessi al contributo con riserva di integrazione documentale gli interventi di demolizione delle opere abusive di cui all’elenco B allegato al provvedimento, per un importo complessivo pari ad euro 1.169.575,54, a valere sulle risorse di cui all’art. 1, comma 26 della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Legge di Bilancio 2018).

L’accesso ai fondi riguarda interventi di rimozione o di demolizione delle opere o degli immobili realizzati in assenza o totale difformità dal permesso di costruire, di cui all'art. 31 del D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 (Testo Unico Edilizia) e per i quali è stato adottato un provvedimento definitivo di rimozione o di demolizione non eseguito nei termini stabiliti.

I fondi per demolizione opere abusive

Come disposto appunto dallo stesso art. 3 del decreto interministeriale n. 254/2020, le somme assegnate ai comuni per ciascun intervento sono pari al 50% del costo totale dello stesso, indicato al momento della presentazione della domanda e risultante dal quadro tecnico economico.

Sono incluse le spese tecniche e amministrative, nonché quelle connesse alla rimozione, trasferimento e smaltimento dei rifiuti derivanti dalle demolizioni. Il restante 50% è a carico del bilancio comunale o di eventuali fondi di cui i Comuni già dispongano.