Incendi e cappotto termico: come cambia la sicurezza

Il Consorzio Cortexa risponde ad alcune frequenti domande di professionisti e privati sulla sicurezza del cappotto termico.

di Redazione tecnica - 19/10/2021
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Incendi e cappotto termico: come cambia la sicurezza

L’incendio della Torre dei Moro a Milano ha destato molto scalpore, considerando sia la recente costruzione del grattacielo che la velocità con cui si è propagato il fuoco, portando alla distruzione dell’edificio in pochissimo tempo.

Un incidente ulteriormente spettacolarizzato dai media, con la stampa generalista che ha accusato ingiustamente il sistema a cappotto termico del palazzo. Una pesantissima insinuazione che ha fatto grande scalpore, generando tantissimi dubbi tra progettisti, tecnici del settore, proprietari di immobili: il cappotto termico è pericoloso? Da elemento di protezione si è trasformato invece in una fonte primaria di possibili, gravi incidenti? Un’accusa infondata e con conseguenze importanti, economiche e di immagine, per tutta la filiera produttiva.

Incendio grattacielo di Milano: assolto il cappotto termico

Pochi giorni dopo, la smentita: il cappotto termico non è stato la causa dell’incendio del grattacielo di Milano. Ne abbiamo parlato anche noi qui, sottolineando che i materiali utilizzati per la realizzazione del cappotto termico, l’EPS in particolare, non hanno avuto responsabilità nell’accaduto, e che il principale colpevole sia stato piuttosto il rivestimento esterno della facciata in alluminio.

Ma a parlare male si fa sempre prima, mentre “ricostruire” la fiducia non è compito facile. Uno sforzo quotidiano che Cortexa, il consorzio di eccellenza del cappotto termico, sta mettendo in campo per dissipare ogni possibile dubbio di professionisti e privati sull'utilizzo di questo sistema richiestissimo in tempi di Superbonus 110%. E lo fa con la pubblicazione di un Position Paper interamente a tema cappotto termico: un documento contenente tutte le risposte alle domande più frequenti, per ribadire una volta per tutte che il sistema a cappotto, quando realizzato secondo tutti i requisiti richiesti e secondo le normative vigenti è più che sicuro.

Cortexa: il position paper sul sistema a cappotto termico

Il documento è diviso in due sezioni:

1. Domande frequenti da parte di privati e progettisti che devono decidere come isolare la facciata dei loro edifici;

2. Domande frequenti di privati e progettisti che si chiedono se la loro facciata, già isolata, sia adeguata e sicura in termini di comportamento al fuoco.

Ecco alcune tra le risposte sviluppate dalla Commissione Tecnica di Cortexa.

1. Quali sono i riferimenti normativi in Italia per la progettazione di una facciata, in relazione al comportamento al fuoco?
Nel position paper, Cortexa illustra il DM del 25/01/2019, integrazione del decreto 16 maggio 1987, relativo alle norme di sicurezza antincendio per edifici di civile abitazione, e la Circolare dei Vigili del Fuoco 5043, che può essere utilizzata come utile riferimento progettuale.

2. Come accertarsi che il Sistema che viene proposto rispecchi le norme?
I Sistemi a Cappotto forniti come kit da un unico produttore e dotati di ETA secondo ETAG 004 o EAD 040083-00-0404 e marcatura CE sono sottoposti a prove di reazione al fuoco nelle configurazioni “peggiori”, cioè testando i componenti con il maggior contenuto di materia organica-combustibile. Il Sistema a Cappotto è una soluzione sicura, in quanto verificabile: la classe di reazione al fuoco effettiva del kit è indicata nel rapporto di Valutazione Tecnica Europea (ETA) del kit stesso. Per la scelta del Sistema corretto è necessario avvalersi di progettisti esperti e rivolgersi a produttori che operano secondo rigorosi criteri di qualità.

3. Come accertarsi che il Sistema a Cappotto sia quello giusto e che venga installato correttamente?

Secondo Cortexa, i tre requisiti fondamentali per accertarsi della qualità del Cappotto e dell’intervento sono i seguenti:

  • il Sistema deve essere un sistema dotato di certificato ETA secondo ETAG 004 o EAD 040083-00-0404 e marcatura CE ed è classificato come kit applicando i metodi di classificazione in accordo alla norma armonizzata EN 13501-1;
  • deve essere correttamente progettato ad opera di un progettista esperto, che deve essere abilitato alla progettazione antincendio e preparato tecnicamente nel campo dei Sistemi a Cappotto, con riferimento al Manuale Cortexa e alla norma UNI/TR 11715;
  • deve essere posato a cura di imprese e installatori specializzati e possibilmente dotati di patentino di installatore di Sistemi a Cappotto, secondo la norma UNI 11716 o che abbiano frequentato i corsi di formazione Cortexa.

Domande di privati e progettisti con proprietà già isolata con Sistema a Cappotto

1. La mia casa è isolata con sistema a cappotto. Oppure: come progettista ho seguito diversi lavori con cappotto. Dovrei preoccuparmi?
Un cappotto “datato” è tanto più sicuro quanto più è integro e in buono stato di conservazione. Se si vuole analizzare più nel dettaglio la situazione, si può valutare in via generale di che tipo sono i materiali costituenti, come natura e come comportamento al fuoco. Se il cappotto è stato realizzato in “kit”, con certificazione della prestazione al fuoco nella configurazione peggiore (“worst case”), è sufficiente verificare che sia integro e in buono stato di conservazione. Negli altri casi è necessario rivolgersi a dei professionisti ed eseguire delle campionature per verificare le reali condizioni del Sistema.

2. Posso migliorare la mia facciata dal punto di vista della reazione al fuoco?

Le azioni che si possono intraprendere sono svariate, dalla riduzione dei carichi di incendio a un raddoppio del cappotto, dalla manutenzione alla ristrutturazione. L’importante è avvalersi di professionisti specializzati e ricorrere a interventi con Sistemi certificati.

Il postion paper è scaricabile gratuitamente sul sito Cortexa