Ultime notizie Istat: Prezzi al consumo maggio 2021

Istat e Indici prezzi al consumo maggio 2021: variazione nulla rispetto mese precedente

di Redazione tecnica - 17/06/2021
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Ultime notizie Istat: Prezzi al consumo maggio 2021

L'Istat ha comunicato il dato definitivo sull'incremento dell'indice dei prezzi al consumo nel mese di Maggio 2021; l'indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, nel mese di maggio 2021 ha registrato una variazione nulla su base mensile e dell’1,3% su base annua (da +1,1% di aprile) confermando la stima preliminare.

A maggio, l’inflazione accelera per il quinto mese consecutivo, raggiungendo livelli che non si vedevano da novembre 2018 (quando fu pari a +1,6%). Anche in questo mese, come nei precedenti, l’inflazione e la sua accelerazione si devono essenzialmente ai prezzi dei Beni energetici che ne trainano la crescita e al netto dei quali si attesta a +0,2%, valore uguale a quello di settembre 2020 (quando però l’inflazione generale era negativa e pari a -0,6%). In questo quadro i prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” ampliano ulteriormente la loro flessione (da -0,7% a -0,9%), registrando il calo più marcato da quando è disponibile la serie storica di questo gruppo di prodotti (gennaio 1996).

Trattamento di fine rapporto

Ai fini della determinazione del trattamento di fine rapporto (TFR) maturato nel periodo tra il 15 Maggio 2021 ed il 14 Giugno 2021, occorre rivalutare la quota accantonata al 31 Dicembre 2020 del +1,579079%.

Con gli indici di gennaio 2018, l’Istat avvia, per la stima dell’inflazione, l’utilizzo dei dati sui prezzi registrati alle casse di ipermercati e supermercati mediante scannerizzazione dei codici a barre (scanner data). Questo utilizzo riguarda i prezzi dei beni alimentari confezionati, per la cura della casa e della persona. Come previsto dal Regolamento (CE) n. 1921 (19/10/2001), nel corso del 2018 sarà diffusa la stima dell’impatto di questa nuova fonte di dati sul tasso di variazione tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA).

Ricordiamo che a partire dai dati di gennaio 2016, la base di riferimento dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC) e dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) è il 2015 (la precedente era il 2010).

Il coefficiente di raccordo dalla base 2010 alla base 2016 dell'indice generale dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati (senza tabacchi) è pari a 1,071.

Aumento nullo su base mensile e diminuzione dello 1,3% su base annua      

Nel mese di maggio, si stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registri ununa variazione nulla su base mensile e dell’1,3% su base annua (da +1,1% di aprile), confermando la stima preliminare.

L’accelerazione tendenziale dell’inflazione si deve essenzialmente ai prezzi dei Beni energetici, la cui crescita passa da +9,8% di aprile a +13,8% a causa dei prezzi della componente non regolamentata (che accelerano da +6,6% a +12,6%) mentre quelli della componente regolamentata continuano a registrare un forte incremento, ma stabile (+16,8% come ad aprile). Tale dinamica è solo in parte compensata dalla frenata dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona la cui crescita (+0,7% ad aprile) si azzera.

L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici decelerano ulteriormente, anche se di poco, e si portano entrambe a +0,2% (da +0,3% di aprile).

La variazione congiunturale nulla dell’indice generale è dovuta a dinamiche opposte: da una parte, la crescita dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (+1,1%) e degli Alimentari non lavorati (+1,0%), dall’altra, la diminuzione dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,8%).

L’inflazione acquisita per il 2021 è pari a +1,2% per l’indice generale e a +0,5% per la componente di fondo.

I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona amplificano la loro flessione (da -0,7% a -0,9%), mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto accelerano (da +1,0% a +1,4%).

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) diminuisce dello 0,1% su base mensile (la stima preliminare era di una variazione nulla) e aumenta su base annua dell’1,2% (da +1,0% del mese precedente); la stima preliminare era +1,3%.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra un calo dello 0,1% su base mensile e un aumento dell’1,3% su base annua.

Per le modalità con le quali è stata affrontata, per le stime nel mese di maggio e nei mesi precedenti, l’emergenza sanitaria si veda la Nota metodologica alle pagine 18, 19 e 20.

Indice annuale e biennale locazioni

Per quanto concerne le locazioni l'indice annuale, ridotto al 75%, si è attestato al +0,975% e l'indice biennale al +0,675%.

Variazioni congiunturali

L'Istat spiega che, nel mese di maggio 2021, per quanto concerne l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività, gli incrementi congiunturali più significativi si sono verificati nelle divisioni di spesa Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+0,4%), Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,3%), Trasporti (+0,2%), Mobili, articoli e servizi per la casa (+0,2%), Servizi sanitari e spese per la salute (+0,1%), Abbigliameno e calzature (+0,1%).

Variazioni nulle si sono registrate nei capitoli Istruzione, Bevande alcoliche e tabacchi, Altri beni e servizi.

Variazioni congiunturali negative si sono verificate nelle divisioni di spesa Ricreazione, spettacoli e cultura (-1,4%), Comunicazioni (-0,5%), Servizi ricettivi e di ristorazione (-0,5%)

Variazioni tendenziali

L'Istat spiega che, nel mese di aprile 2021, per quanto concerne l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività, gli incrementi tendenziali più significativi si sono verificati nelle divisioni di spesa Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+5,9%), Traporti (+4,8%), Altri beni e servizi (+1,2%), Servizi sanitari e spese per la salute (+1,0%), Mobili, articoli e servizi per la casa (+0,5%), Abbigliameno e calzature (+0,3%), Ricreazione, spettacoli e cultura (+0,2%), Servizi ricettivi e di ristorazione (+0,1%).

Variazioni nulle non si sono registrate in nessun capitolo.

Variazioni tendenziali negative si sono verificate nelle divisioni di spesa Istruzione (-3,7%), Comunicazione (-2,8%), Prodotti alimentari e bevande analcoliche (-0,7%), Bevande alcoliche e tabacchi (-0,3%).

Nell'ambito delle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati dell'indice NIC si sono verificati nelle città di Bolzano (+2,5%), Reggio Emilia (+2,2%), Catanzaro e Potenza (+2,0% per entrambe), Ravenna (+1,9%), Catania e Trento (+1,8% per entrambe), Cagliari e Perugia  (+1,7 per entrambe), Bari, Modena e Reggio Calabria (+1,6% per tutte e tre), Aosta e Campobasso (+1,5 per entrambe), Ancona, Bologna, Livorno e Palermo  (+1,4% per tutte e quattro), Messina, Napoli, Padova e  Parma (+1,3% per tutte e quattro), Genova e Trieste (+1,2% per tutte e due), Torino e Verona (+1,0% per tutte e due), Milano (+0,9%), Venezia (+0,7%),  Firenze e Roma (+0,4% per entrambe), Brescia (+0,1%).

I prossimi indici saranno pubblicati il 15 Luglio 2021

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