Procurement pubblico e centralizzazione degli acquisti: Consip approva il Piano 2026-2029

Risultati 2025, crescita delle gare, sviluppo dei mercati digitali e investimenti in persone e tecnologie: il nuovo Piano rafforza il ruolo di Consip come infrastruttura centrale degli acquisti pubblici

di Redazione tecnica - 04/02/2026

Il percorso di trasformazione del procurement pubblico avviato negli ultimi anni, fondato su una crescente integrazione tra centralizzazione degli acquisti, strumenti digitali e presidio della spesa, si consolida ulteriormente con il Piano Industriale 2026-2029 di Consip.

Il nuovo Piano si colloca in un contesto ormai profondamente mutato rispetto a pochi anni fa: la digitalizzazione dei processi di acquisto, la qualificazione delle stazioni appaltanti e l’evoluzione del quadro normativo hanno progressivamente imposto alle PA modelli più strutturati e una maggiore attenzione alla qualità delle decisioni di spesa.

In questo scenario, il ruolo di Consip tende a rafforzarsi non tanto come strumento opzionale, quanto come infrastruttura di riferimento del sistema degli acquisti pubblici.

Dai risultati 2025 agli obiettivi futuri: il Piano Industriale 2026-2029

I risultati conseguiti nel 2025 costituiscono la base operativa su cui si innesta il Piano Industriale 2026-2029 di Consip. I principali indicatori mostrano una crescita tale da consentire il raggiungimento, con due anni di anticipo, degli obiettivi inizialmente fissati per il 2027.

Il valore delle gare pubblicate ha superato i 37 miliardi di euro, registrando un incremento del +126%. Alla crescita in valore si è accompagnato un rafforzamento strutturale delle procedure: il numero delle pubblicazioni è aumentato del +10%, il numero dei lotti del +50% e il numero delle offerte presentate dalle imprese del +121%, a conferma di una maggiore partecipazione del mercato.

Sul versante dell’utilizzo degli strumenti Consip, le amministrazioni pubbliche hanno fatto ricorso a contratti e mercati digitali per oltre 31,2 miliardi di euro, con un incremento del +10%. Questo valore rappresenta circa un sesto dei 185 miliardi di euro di spesa pubblica di riferimento (elaborazioni su dati ISTAT 2024) e risulta triplicato rispetto al biennio precedente, quando il livello di utilizzo si attestava intorno al 3%.

Cresce anche la base degli operatori economici: le imprese abilitate raggiungono quota 290.000, con un aumento del +20% e una prevalenza di PMI pari al 95%. I contratti stipulati, tra gare e mercati digitali, sono stati circa 900.000, con una crescita del +10%, confermando la progressiva normalizzazione dell’utilizzo degli strumenti centralizzati da parte delle stazioni appaltanti.

Gli obiettivi del Piano Industriale 2026-2029

Sulla base dei risultati già conseguiti, il Piano Industriale 2026-2029 di Consip fissa obiettivi che puntano a rafforzare in modo strutturale il ruolo della centrale di acquisto nazionale nel sistema del procurement pubblico.

Nel quadriennio di Piano, Consip prevede acquisti di beni, servizi e lavori per oltre 165 miliardi di euro, mettendo a disposizione delle amministrazioni più di 3,8 milioni di contratti, con il coinvolgimento di circa 14.000 PA e 350.000 imprese, di cui il 95% PMI.

Sul piano delle gare, è atteso un incremento già dal 2026, con una crescita stimata del +23% delle procedure in pubblicazione e con l’obiettivo che almeno il 70% dei bandi integri criteri innovativi, in un’ottica di miglioramento della qualità della spesa pubblica e di presidio di nuovi ambiti merceologici.

Un ulteriore obiettivo riguarda l’ampliamento dello “scaffale di offerta”. Nel 2026 è prevista una crescita del +59% delle gare in aggiudicazione, accompagnata dal raddoppio del numero dei lotti, per favorire una maggiore partecipazione del mercato e una più ampia inclusione delle piccole e medie imprese.

Infine, il Piano punta a un ulteriore sviluppo dei mercati digitali, con un incremento del +33% dei nuovi bandi SDAPA, l’introduzione di nuova offerta merceologica e di nuovi servizi, nonché processi semplificati per i micro-affidamenti, che intercettano una quota di spesa stimata in circa 5 miliardi di euro.

Le linee di sviluppo del Piano 2026-2029

Il Piano Industriale 2026-2029 di Consip si articola lungo tre direttrici operative, pensate per rafforzare il presidio della spesa pubblica lungo l’intero ciclo di vita degli appalti e per rendere più efficace l’incontro tra fabbisogni delle amministrazioni e offerta del mercato.

Estensione dei servizi di procurement end-to-end

La prima linea di sviluppo riguarda l’estensione dei servizi di procurement lungo l’intero ciclo contrattuale, dalla programmazione alla fase di esecuzione. Il Piano prevede strumenti e processi orientati ad allineare in modo più puntuale le esigenze delle amministrazioni con le proposte delle imprese, anche attraverso un Piano gare costruito su attività strutturate di dialogo e ascolto del mercato. In questo ambito rientrano anche modelli di gara più evoluti, basati su una diversa articolazione di lotti, frequenza e dimensioni delle procedure, oltre allo sviluppo di strumenti di contract management per migliorare la qualità della gestione in fase esecutiva.

Sviluppo dell’offerta e dei servizi sui mercati digitali

Un secondo asse riguarda il rafforzamento dei mercati digitali, attraverso l’ampliamento dell’offerta merceologica su MEPA e SDAPA e il potenziamento dei servizi di supporto alle amministrazioni. Il Piano prevede, tra l’altro, l’introduzione di kit di gara “chiavi in mano” per le procedure autonome, il rafforzamento dell’assistenza sulle gare in ASP e una nuova proiezione territoriale, ottenuta tramite l’integrazione di competenze e strumenti digitali, per intercettare meglio i fabbisogni locali.

Particolare attenzione è riservata ai micro-affidamenti, per i quali sono previsti processi semplificati e meccanismi di qualificazione degli operatori economici basati su logiche di abilitazione una tantum.

Valorizzazione del patrimonio dati e supporto alle decisioni

La terza linea di sviluppo riguarda la valorizzazione del patrimonio informativo sulla spesa pubblica. Il Piano punta su soluzioni di data governance integrate e interoperabili, in grado di supportare la progettazione delle gare, la gestione dei contratti e le decisioni operative.

In questo contesto si collocano anche le applicazioni di intelligenza artificiale, concepite come strumenti di supporto alle decisioni e non come automatismi, nonché i servizi a supporto delle amministrazioni per il monitoraggio della spesa e la verifica dei prezzi di riferimento. Completa il quadro una dimensione di knowledge-sharing, anche a livello europeo, finalizzata alla diffusione delle buone pratiche nel procurement

Investimenti in persone e tecnologie

Accanto allo sviluppo degli strumenti e dei modelli di acquisto, il Piano attribuisce un ruolo centrale agli investimenti in Persone e competenze, considerati un fattore essenziale per sostenere l’evoluzione del procurement pubblico. L’obiettivo dichiarato è rafforzare il presidio dei processi più critici, acquisire know-how su nuovi ambiti di spesa e consolidare una cultura organizzativa orientata alla crescita e al benessere.

Sul fronte tecnologico, il Piano prevede l’integrazione nei sistemi informativi interni di soluzioni di intelligenza artificiale efficienti e sicure, attraverso investimenti autofinanziati per circa 40 milioni di euro, con un incremento del +62% rispetto al quadriennio precedente.

L’adozione dell’AI è orientata in particolare al supporto dei processi decisionali, alla valorizzazione del patrimonio informativo e all’efficientamento delle attività interne.

Nel complesso, la strategia su Persone e Tecnologie mira a rendere strutturale l’innovazione del procurement, evitando che l’evoluzione degli strumenti proceda più rapidamente della capacità organizzativa di governarli. Un equilibrio che, dal punto di vista delle stazioni appaltanti, è decisivo per trasformare la centralizzazione e la digitalizzazione in vantaggi operativi concreti, e non in meri adempimenti aggiuntivi.

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