Recupero e riqualificazione energetica: 2021 boom con le detrazioni fiscali

L'ultimo rapporto Cresme "Il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio: una stima dell’impatto delle misure di incentivazione"

di Redazione tecnica - 29/12/2021
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Recupero e riqualificazione energetica: 2021 boom con le detrazioni fiscali

Il 2020 si era concluso con dati che di fatto certificavano il fallimento di una detrazione fiscale nata nel peggiore dei modi: un Decreto Legge che ha necessitato di 139 giorni per il completamento del quadro normativo e che ha ingessato il settore. 12 mesi e 8 modifiche normative dopo la situazione è completamente diversa e ha certificarlo è l’anticipazione a stralcio di una parte del rapporto sull’impatto di incentivi in materia di rigenerazione edilizia ed urbana, richiesto dalla VIII Commissione al Servizio Studi, realizzato in collaborazione con l’Istituto di ricerca CRESME e che sarà presentato nel corso del mese di gennaio 2022.

Recupero e riqualificazione energetica: analisi dell'impatto degli incentivi

Mentre il 2020 è stato influenzato dall'avvio della crisi pandemica e dall'attesa del superbonus 110%, il 2021 mostra dati decisamente più performanti, frutto soprattutto degli interventi di manutenzione (straordinaria e ordinaria) che hanno rappresentato oltre il 70% del valore della produzione del settore delle costruzioni.

Di seguito il grafico messo a punto dal Cresme che evidenzia gli investimenti in riqualificazione di edilizia residenziale (milioni di euro a prezzi 2015).

Rapporto Cresme

Come rilevato, l'impennata tra il 2020 e il 2021 è da ricercarsi principalmente nei seguenti accadimenti:

  • la Legge 27 dicembre 2019, n. 160 (Legge di Bilancio per il 2020) che ha introdotto il bonus facciate del 90%;
  • con la crisi pandemica e i lockdown le abitazioni vengono vissute più intensamente, si ha modo di osservare difetti tecnologici, estetici e distributivi nelle proprie case con maggiore intensità. Sorgono nuovi bisogni ed esigenze: l’ISTAT misura, nel 3° trimestre 2020 su base annua, un +28% delle famiglie che hanno intenzione di attuare interventi di manutenzione straordinaria; un +38% nel 4° trimestre 2020;
  • parallelamente i consumi delle famiglie italiane si contraggono molto più dei redditi e i risparmi crescono velocemente: a marzo del 2020 la liquidità delle famiglie consumatrici, nei dati di Banca d’Italia, è cresciuta di 63 miliardi rispetto al 2021 (nel marzo 2019 era cresciuta di 35 miliardi, nel marzo 2018 di 25 miliardi). A metà 2021, l’ammontare dei depositi delle famiglie consumatrici presso banche o poste (c/correnti, titoli di Stato, obbligazioni, ecc.) ammonta a 1.137 miliardi di euro. A fini comparativi: il debito pubblico italiano ad agosto ammontava a 2.696 miliardi; la ricchezza immobiliare delle famiglie era pari a 5.500 miliardi di euro; l’esposizione debitoria per mutui immobiliari delle famiglie è pari a 344 miliardi;
  • a maggio 2020 si vara il Decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (Decreto Rilancio) che con due articoli (il 119 e il 121) introduce un’aliquota di detrazione del 110% per alcune tipologie di interventi, e la possibilità di cedere i crediti d’imposta (cessione del credito e sconto in fattura) per quasi tutti gli interventi di manutenzione e ristrutturazione incentivati;
  • a luglio 2020 arriva il primo decreto “Semplificazioni” (Decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76) volto a rendere più agevoli alcune procedure, che sarà seguito da un nuovo decreto “Semplificazioni” nel giugno del 2021 (Decreto-Legge 31 maggio 2021, n. 77) che potenzia ulteriormente lo snellimento procedurale.

Fatto sta che dopo un 2020 all'insegna della organizzazione della domanda e dell'offerta, nel 2021 il mercato degli interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio accelera velocemente: l’ISTAT segnala che la capacità di risparmio (che continua a crescere del +13,8% nel 1° trimestre e del +9,4% nel 2° trimestre) si trasforma in capacità di investimento: +19% nel 1° trimestre e +57% nel 2° trimestre.

Molti degli interventi che precedentemente venivano svolti senza agevolazioni fiscali, con gli strumenti di cessione del credito e sconti in fattura, vengono assorbiti nell’ambito dei lavori incentivati. Secondo le stime del CRESME gli investimenti complessivi in riqualificazione edilizia, sommando edilizia residenziale e non residenziale, nel 2021 arrivano a un ammontare di quasi 100 miliardi di euro (99,3): 30 miliardi in più rispetto al 2020 e 24 miliardi in più rispetto al 2019. I lavori di riqualificazione nella sola edilizia residenziale, stimati dal CRESME, ammonteranno a fine 2021 a 75 miliardi di euro (25 miliardi oltre il 2020 e 21 miliardi oltre il 2019). Di questi, 51.242 milioni di euro provengono dalla riqualificazione “incentivata”.

La struttura del rapporto Cresme

Il rapporto messo a punto dal Cresme si compone dei seguenti paragrafi:

Analisi dell’impatto degli incentivi

  1. La riqualificazione edilizia: l’onda gigante del 2021 sospinta dagli incentivi
    • Un bilancio pre-consuntivo 4
    • Focus sul Superbonus 110% 11
  2. Stima dell’impatto sull’occupazione degli investimenti incentivati fiscalmente nel periodo 2011-2021
  3. Stima dell’impatto economico-finanziario degli incentivi fiscali
  4. Il Superbonus 110% introduce o rafforza nuovi attori del mercato delle costruzioni
  5. Appendice – Nota metodologica
    • La stima delle risorse investite
    • La stima dell’impatto economico-finanziario

In allegato il rapporto completo.

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