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Professioni tecniche e responsabilità civile: necessaria una netta distinzione tra professionisti e imprese

La proposta di legge a firma dell'on. De Bertoldi punta a ridefinire il confine tra responsabilità dei professionisti e delle imprese esecutrici, introducendo nuove tutele per gli eredi e una copertura assicurativa postuma decennale per le professioni tecniche

di Redazione tecnica - 19/06/2026

Una nuova disciplina della responsabilità civile per le professioni tecniche, con l'obiettivo di delimitare in modo più netto i confini delle responsabilità tra professionisti e imprese esecutrici, rafforzare le tutele assicurative e garantire maggiore certezza del diritto anche agli eredi dei tecnici.

Sono questi gli obiettivi della proposta di legge presentata dall'on. Andrea De Bertoldi nel corso dell'evento "Responsabilità civile ed equo compenso. Le professioni tecniche per la crescita del Paese", svoltosi presso la Sala della Regina della Camera dei deputati.

L'iniziativa riguarda l'intero comparto delle professioni tecniche regolamentate, coinvolgendo ingegneri, architetti, geometri, geologi, periti industriali, agronomi e agrotecnici, con la volontà di definire un quadro normativo più equilibrato. La proposta è stata presentata alla Camera dei deputati e sarà ora sottoposta all'esame parlamentare.

"Il testo nasce proprio con l'intento di valorizzare le professioni tecniche, offrendo loro un sistema più chiaro, equilibrato, equo e coerente con i principi costituzionali. Solo in un contesto di questo tipo, infatti, si possono liberare le giuste energie per rilanciare le opere pubbliche e private, le infrastrutture e il governo del territorio".

Responsabilità civile: come cambia il rapporto tra professionisti tecnici e imprese

Secondo quanto illustrato dai promotori, il provvedimento intende intervenire proprio su una delle principali criticità segnalate dalle professioni tecniche: il rischio che il professionista venga chiamato a rispondere economicamente anche per quote di danno riconducibili a imprese non più operative.

Il provvedimento intende chiarire il confine della responsabilità solidale nei casi di danni, difformità o difetti dell'opera, soprattutto nelle situazioni in cui l'impresa abbia cessato l'attività o sia stata dichiarata fallita. Si tratta di una questione particolarmente sentita dal mondo delle professioni tecniche, che da anni segnala le difficoltà derivanti dall'applicazione pratica della responsabilità solidale nei contenziosi relativi alle opere edilizie e infrastrutturali.

L'obiettivo è quello di circoscrivere la responsabilità del professionista alla quota parte riconducibile alla propria condotta colposa accertata, "mentre oggi - evidenzia il parlamentare di Lcd-Lega - troppo spesso i professionisti si trovano a pagare per conto d'imprese che nel frattempo sono appunto state chiuse o dichiarate fallite".

Tutela degli eredi e limite alle ricadute patrimoniali

Tra le novità annunciate vi è anche una disciplina specifica per gli eredi del professionista. La proposta punta infatti a limitare il loro coinvolgimento nelle azioni risarcitorie al solo patrimonio ereditato, evitando che eventuali richieste di risarcimento possano incidere sul patrimonio personale degli eredi.

La proposta collega inoltre il tema della responsabilità professionale a quello delle coperture assicurative, prevedendo una tutela che si estenda anche al periodo successivo alla cessazione dell'attività professionale o al decesso del tecnico.

Polizze professionali e copertura assicurativa dopo la cessazione dell'attività

Altro pilastro dell'iniziativa riguarda il sistema assicurativo obbligatorio per i professionisti iscritti agli albi. La proposta prevede che la copertura assicurativa sia adeguata all'entità delle prestazioni svolte e che continui a operare per almeno dieci anni dopo la cessazione dell'attività professionale o il decesso del professionista.

Si tratta di un aspetto particolarmente rilevante per il mercato delle assicurazioni professionali, chiamato a garantire una copertura coerente con i tempi entro i quali possono emergere danni o difetti riconducibili all'attività tecnica svolta.

In questo modo, si garantirebbe la tutela dei soggetti danneggiati anche nel caso in cui l'accertamento del danno avvenga a distanza di anni dalla conclusione dell'incarico. Contestualmente, le imprese dovrebbero assicurare per ogni tipologia di opera una copertura indennitaria decennale postuma a favore del committente.

Il sostegno degli Ordini delle professioni tecniche

La proposta di legge ha raccolto il sostegno dei rappresentanti delle principali professioni tecniche.

Per Carla Cappiello, vicepresidente vicaria del Consiglio nazionale degli ingegneri (CNI), la proposta rappresenta "un primo importante passo verso una disciplina più moderna, fondata sulla proporzionalità della responsabilità e sulla certezza del diritto". Paolo Biscaro, presidente del Consiglio nazionale geometri e geometri laureati, ha sottolineato come il provvedimento affronti "la sproporzione tra il rischio a carico dei tecnici e il valore della loro prestazione",evidenziando l'importanza della limitazione della responsabilità degli eredi al solo patrimonio ereditato.

Favorevole anche il presidente del Consiglio nazionale dei periti industriali e dei periti industriali laureati, Giovanni Esposito, secondo il quale la proposta: "riconosce il ruolo strategico delle professioni tecniche nello sviluppo infrastrutturale del Paese" e introduce tutele più proporzionate rispetto alle responsabilità effettivamente accertate. Dello stesso avviso Alessandro Panci, presidente del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, che ha evidenziato la necessità di distinguere la responsabilità civile del professionista da quella dell'impresa esecutrice, chiarendo ruoli e limiti temporali della responsabilità professionale.

Infine Roberto Troncarelli, presidente del Consiglio nazionale dei geologi, ha definito la proposta un ulteriore passo avanti nella tutela dei diritti e dell'attività professionale dei liberi professionisti dell'area tecnica.

Responsabilità civile ed equo compenso: i prossimi passaggi

La proposta apre il dibattito su una questione che da tempo interessa il mondo delle professioni tecniche: la ricerca di un equilibrio tra la tutela dei committenti e dei soggetti danneggiati, la responsabilizzazione dei diversi operatori coinvolti nel processo edilizio e la necessità di evitare che il professionista risponda oltre i limiti della propria effettiva condotta.

Il confronto parlamentare consentirà di comprendere nel dettaglio la portata delle modifiche prospettate e le possibili ricadute sul sistema delle responsabilità professionali nel settore delle costruzioni.

Non solo: come ha annunciato De Bertoldi, il provvedimento tornerà anche sul tema dell'equo compenso attraverso la presentazione di un emendamento finalizzato ad ampliarne l'ambito applicativo, che va esteso a tutti i clienti e anche agli appalti pubblici"La norma c'è, infatti, ma non è mai decollata. Ed è l'altra gamba che può aiutare i professionisti che, a loro volta, aiuteranno il Paese".

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