Il Governo avvia ufficialmente il percorso di revisione del Codice dell’amministrazione digitale. Il Dipartimento per le riforme istituzionali, la Struttura di missione per la semplificazione normativa e il Dipartimento per la trasformazione digitale hanno infatti aperto una consultazione pubblica finalizzata a raccogliere proposte operative per la semplificazione, la modifica e l’integrazione del CAD.
L’iniziativa si inserisce nel quadro attuativo dell’articolo 11 della Legge n. 167/2025, che ha delegato il Governo alla revisione organica del D.Lgs. n. 82/2005, con l’obiettivo di aggiornare il quadro normativo della digitalizzazione pubblica rispetto alle nuove esigenze organizzative, tecnologiche e procedimentali della PA.
CAD: cos’è il Codice dell’amministrazione digitale e cosa disciplina
Il Codice dell’amministrazione digitale (CAD), approvato con il D.Lgs. n. 82/2005, rappresenta il principale riferimento normativo per la digitalizzazione della pubblica amministrazione italiana.
Il provvedimento disciplina aspetti fondamentali come documenti informatici, firme elettroniche, identità digitale, interoperabilità, gestione dei dati, accesso telematico ai servizi pubblici e conservazione digitale.
Nel tempo il CAD è diventato il quadro normativo di riferimento per strumenti ormai centrali nell’ecosistema digitale pubblico, tra cui:
- SPID;
- domicilio digitale e PEC;
- PagoPA;
- ANPR;
- piattaforme interoperabili;
- servizi digitali delle pubbliche amministrazioni.
Il Codice riconosce inoltre a cittadini e imprese il diritto all’uso delle tecnologie nei rapporti con la PA, imponendo alle amministrazioni specifici obblighi organizzativi e procedurali legati alla transizione digitale.
Proprio le numerose modifiche stratificatesi negli anni hanno reso il testo particolarmente complesso, spingendo il Governo ad avviare una revisione organica del CAD finalizzata a semplificare il quadro normativo e aggiornarlo rispetto alle nuove tecnologie e al contesto europeo.
Revisione del CAD: consultazione pubblica aperta fino al 30 giugno 2026
La consultazione è stata avviata d’intesa con la Commissione interministeriale istituita con decreto del 30 gennaio 2026, incaricata di elaborare le proposte di revisione del Codice dell’amministrazione digitale.
Il questionario pubblico è disponibile sulla piattaforma ParteciPa e punta a raccogliere contributi da amministrazioni, professionisti, imprese, università, associazioni e cittadini che operano quotidianamente nell’ambito della digitalizzazione amministrativa.
Tra i temi oggetto della consultazione emergono in particolare:
- semplificazione delle norme del CAD;
- coordinamento con il quadro europeo digitale;
- interoperabilità e condivisione dei dati;
- identità digitale e servizi online;
- gestione documentale e conservazione;
- intelligenza artificiale nella PA;
- cybersecurity e resilienza digitale;
- accessibilità e inclusione dei servizi pubblici digitali.
Riforma del CAD: gli obiettivi della revisione del Codice digitale
L’iniziativa rappresenta uno dei passaggi più rilevanti degli ultimi anni sul piano della normazione digitale della pubblica amministrazione.
L’obiettivo è quello di intervenire su un testo normativo che, nel corso degli anni, è stato modificato ripetutamente attraverso interventi stratificati, spesso legati a esigenze emergenziali o a singoli programmi di trasformazione digitale.
La revisione punta quindi a ridurre la frammentazione normativa, eliminare duplicazioni e incoerenze, rendere più applicabili gli obblighi digitali, aggiornare il CAD rispetto al quadro europeo e favorire una reale interoperabilità tra amministrazioni.
Particolare attenzione sarà dedicata anche al rapporto tra CAD, piattaforme nazionali, principio “once only”, gestione dei dati pubblici e utilizzo delle nuove tecnologie nei procedimenti amministrativi.
Consultazione CAD: i temi e le domande rivolte a PA e professionisti
Il questionario predisposto dal Governo non si limita a raccogliere osservazioni generiche, ma propone una serie di quesiti strutturati sui principali nodi applicativi del Codice dell’amministrazione digitale.
Le domande riguardano, tra gli altri aspetti:
- le disposizioni considerate obsolete o difficilmente applicabili;
- gli adempimenti che generano maggiori criticità operative;
- le norme che richiedono semplificazione o coordinamento;
- i profili legati all’evoluzione tecnologica e all’uso dell’IA;
- il rapporto tra digitalizzazione e semplificazione amministrativa.
La consultazione è accessibile attraverso la piattaforma ParteciPa.