Dopo l’approvazione in Consiglio dei Ministri del disegno di legge delega per il riordino degli ordinamenti professionali, arriva l’apprezzamento da parte dei tecnici coinvolti.
Quella che si prefigura, infatti, non è una riforma settoriale, ma un intervento organico che interessa 14 categorie ordinistiche e che punta a superare un impianto normativo ormai datato, risalente in alcuni casi a regole scritte oltre trent’anni fa.
Riforma ordini professionali: passo decisivo per modernizzare il Paese
Se l’avvio del percorso parlamentare sarà l’occasione per verificare quanto e come le istanze delle diverse professioni verranno recepite, già da oggi appare chiaro che la riforma ha riacceso l’attenzione su nodi centrali – dall’accesso alla professione al ricambio generazionale, dall’equo compenso alla digitalizzazione – che incideranno sulla qualità dell’attività professionale e sulla sua funzione pubblica.
Parola chiave è sicuramente modernizzazione, con un'evoluzione normativa che rispecchia quella del Paese e delle prassi operative: a sottolinearlo, commentando l'approvazione del ddl, sono gli architetti e i periti industriali.
CNAPPC: modernizzazione necessaria e nuove sfide
Per il Consiglio Nazionale degli Architetti PPC, il disegno di legge rappresenta l’occasione per ridisegnare regole oggi non più adeguate a una professione che deve continuamente confrontarsi con innovazioni tecnologiche, ambientali e sociali.
Non a caso il presidente Massimo Crusi ha parlato di “un processo di modernizzazione che, a tredici anni dalla riforma, torna finalmente a puntare i riflettori sull’importanza del ruolo economico, sociale e culturale di un settore che è fondamentale per il nostro Paese”.
Crusi ha sottolineato come l’evoluzione della professione risieda nella capacità di assorbire e interiorizzare le nuove esigenze del mondo esterno con le competenze culturali e tecniche dei professionisti, senza dimenticare alcuni nodi centrali che dovranno essere affrontati:
- l’equo compenso, con un ampliamento dell’ambito di applicazione che tuteli meglio i professionisti;
- la formazione e l’intelligenza artificiale, per aggiornare strumenti e contenuti in relazione alle nuove tecnologie;
- l’esame di Stato, che necessita di regole moderne e più aderenti alle competenze effettivamente richieste;
- il welfare professionale, da potenziare per garantire maggiore sicurezza e stabilità.
“L’auspicio – conclude Crusi – è che nel corso dell’iter parlamentare vengano recepite le proposte che gli Architetti PPC, così come le altre Professioni, non faranno certamente mancare. Ci auguriamo, di conseguenza, di essere quanto prima auditi per affrontare gli aspetti che sarà importante sottolineare”.
CNPI: norme snelle e digitalizzazione
Soddisfazione anche da parte del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali. Il presidente Giovanni Esposito ha definito il provvedimento “un importante passo avanti per le professioni ordinistiche e per il Paese: l’attesa riforma degli Ordini professionali ci vedrà pronti a collaborare con il Governo per rendere il nuovo impianto normativo ancor più aderente all’attuale contesto lavorativo, economico e sociale”.
La categoria evidenzia la necessità di abbandonare regole obsolete e di puntare su modelli più snelli ed efficienti: “Oggi ci troviamo spesso a operare con regole che, in diversi ordinamenti, risalgono a oltre trent’anni fa. È indispensabile dotarsi di strumenti aggiornati, norme più snelle e modelli organizzativi adeguati al tempo presente, specie per quanto riguarda le procedure di accesso all’Albo, il tirocinio, la formazione continua, le regole di voto, di parità di genere e di rappresentanza territoriale, oltre all’indipendenza delle funzioni disciplinari, la digitalizzazione dei procedimenti e il rafforzamento del rapporto con le istituzioni e con il sistema dell’istruzione tecnica e universitaria”.
Il CNPI sottolinea inoltre che solo attraverso queste innovazioni le professioni ordinistiche potranno “valorizzare pienamente la natura pubblicistica della loro funzione e rafforzare il ruolo di sussidiarietà nei confronti dello Stato, contribuendo concretamente all’ammodernamento del Paese, alla semplificazione delle procedure e alla riduzione della burocrazia”.
Esposito conclude richiamando la responsabilità della categoria nell’accompagnare questo percorso: “Come Presidente dei Periti Industriali avverto con forza la responsabilità di accompagnare questa riforma in atto. Per questo motivo, da parte del CNPI, si esprime grande soddisfazione per l’approvazione del provvedimento che porterà ad un restyling degli statuti di 14 professioni e si compirà attraverso una delega al Governo, da attuare entro 24 mesi”.
CNI: riforma organica e ruolo centrale degli Ordini
Anche il Consiglio Nazionale degli Ingegneri accoglie con favore l’avvio del percorso di riforma. Il presidente Angelo Domenico Perrini ha parlato di “soddisfazione per l’avvio di una riforma organica delle professioni che porta a completamento le modifiche introdotte con la legge 137/2012”, sottolineando come il provvedimento coinvolga una platea di circa 1,6 milioni di professionisti, tra cui quelli dell’area tecnica.
Tra i temi di maggiore interesse per la categoria figurano la revisione della disciplina dell’equo compenso, della formazione continua e del tirocinio, insieme al riordino delle competenze e delle specializzazioni. Centrale anche la questione dell’accesso alla professione: il CNI auspica infatti la piena attuazione della laurea abilitante già richiesta dal Consiglio Nazionale, così come il rafforzamento del principio dell’equo compenso e la semplificazione delle procedure di funzionamento dei consigli disciplinari.
Perrini ha inoltre ribadito la necessità che la vigilanza resti in capo al Ministero della Giustizia, a garanzia della funzione pubblica svolta dagli Ordini nella tutela della qualità e correttezza dell’attività professionale. La vastità delle materie coinvolte – ha concluso – richiede una stretta interlocuzione con i Consigli Nazionali, ciascuno con le proprie peculiarità, soprattutto in sede di attuazione dei decreti legislativi.