Ripresa costruzioni a medio termine tra Superbonus 110% e PNRR

Per il rapporto statistico della Fiec, European Construction Industry Federation, nessuna certezza ma medio termine per la ripresa delle costruzioni

di Giorgio Vaiana - 07/07/2021
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Ripresa costruzioni a medio termine tra Superbonus 110% e PNRR

É stato pubblicato nei giorni scorsi il rapporto statistico della Fiec, European Construction Industry Federation, che fotografa l'andamento delle costruzioni nei Paesi dell’Unione Europea.

Le costruzioni post pandemia

Tutto, ovviamente, è stato stravolto dalla pandemia da coronavirus che, gioco-forza, ha creato una crisi economica del settore senza precedenti. Il lungo lockdown ha determinato perdite mostruose per il settore dell'edilizia che, in Europa, rappresenta il 10,7% del Pil, con più di 3 milioni di imprese e 12,7 milioni di lavoratori nelle costruzioni.

Per il 2021, si prevede invece che gli investimenti in costruzioni riprenderanno a crescere ad un tasso del 4,2% su base annua, tuttavia, non sufficiente per molti Paesi a recuperare i livelli pre-crisi. In termini di occupazione è prevista una stazionarietà dei posti di lavoro (-0,1%). Per la Fiec, nonostante le previsioni incoraggianti per il 2021, la ripresa delle costruzioni a medio termine, quindi, non è una certezza. La preoccupazione riguarda in particolare l’effettivo rilancio degli investimenti pubblici, posto al centro del Recovery Plan. Secondo la Federazione europea, una sola cosa è certa: la transizione verso un'economia sostenibile guiderà la ripresa e genererà grandi opportunità di business per il settore delle costruzioni, dalla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, alla messa in atto di infrastrutture di trasporto più verdi fino alla costruzione di impianti per l'energia rinnovabile.

La situazione in Italia

Anche il nostro Paese ha pagato, e a caro prezzo, lo scotto della pandemia. Il Pil ha avuto una drammatica contrazione del 11,8%. Nel 2021, secondo le previsioni, ci dovrebbe essere un leggero rimbalzo nella creazione di ricchezza, nonostante molta incertezza.

C'è anche chi sciorina i numeri e parla di un aumento del Pil del 4,8% nel 2021. Per quanto riguarda il settore delle costruzioni, i primi segnali di inversione di tendenza osservati nel 2019 e nei primi mesi del 2020 sono stati bruscamente interrotti a causa della situazione di emergenza sanitaria. La stima dell'ANCE, l'Associazione Nazionale Costruttori Italiani, racconta di una contrazione degli investimenti nel 2020 del 10,1%. Rispetto al 2019, la nuova edilizia è diminuita del 12,5%, l'edilizia non residenziale è diminuita del 13,5%, l'ingegneria civile è diminuita del 2,5% e anche le ristrutturazioni, unico comparto a sostenere l'intero mercato del settore nel periodo post-crisi finanziaria, sono diminuite del 9,8%.

La pandemia ha colpito in modo significativo il mercato immobiliare residenziale italiano. Nel 2020, il numero di transazioni immobiliari è diminuito del 7,7%, e si prevede un ulteriore calo nel 2021 (tra -1,1% e -4,8%). Le prospettive di ANCE per il 2021 prevedono un rimbalzo dell'8,6% negli investimenti in costruzioni, trainato principalmente dalla riqualificazione delle abitazioni esistenti e da una graduale ripresa sia degli investimenti privati per l'edilizia non residenziale (+5%) che dell'ingegneria civile (+7,7%).

Superbonus 110%, detrazioni fiscali e PNRR opportunità di crescita

Tuttavia, questa ripresa dipenderà in larga misura dall'effettiva capacità di sfruttare a pieno le grandi opportunità offerte dal mercato, in primis il “superbonus 110%", seguito dagli sgravi fiscali già esistenti per gli interventi di efficientamento energetico sul patrimonio abitativo (“Ecobonus”), per ricostruzione post sisma (“Sismabonus”) e per l’installazione di un impianto fotovoltaico (“Bonus Edilizia”). Un'ulteriore notevole opportunità è offerta dal Recovery Plan, che rappresenta un'occasione unica in cui il settore delle costruzioni può assumere un ruolo di guida fondamentale.

Le costruzioni di nuove case

Le stime di ANCE raccontano di un calo degli investimenti in edilizia del 10,5% nel 2020. E i motivi sono due. Da un lato la ripresa dell'attività produttiva, ma solo a partire dalla seconda metà dell'anno; dall'altro, l'accresciuta incertezza e il perdurare dei criteri prudenziali degli investitori. Il calo del 2020 dell'edilizia  residenziale deriva dalla notevole riduzione degli investimenti in nuove costruzioni (-12,5%), che ha invertito il trend positivo iniziato nel 2017 con un vero e proprio boom di permessi di costruire rilasciati tra il 2016 e il 2019. Contestualmente, anche la riqualificazione del patrimonio abitativo esistente, che oggi rappresenta circa il 37% del valore totale degli investimenti edilizi e che è stato l'unico sottosettore a trainare la crescita del mercato durante il periodo post-crisi finanziaria, è fortemente diminuito nel 2020 (-9,8%). Un risultato che adesso, dovrà essere verificato con la misura, per esempio del superbonus 110%. Le prospettive di ANCE per il 2021 sono, tuttavia, positive e prevedono un aumento del 3,5% dei nuovi investimenti edilizi e un pronunciato rimbalzo del 14% negli investimenti per la riqualificazione del patrimonio abitativo esistente.

Le costruzioni non residenziali

Gli investimenti privati in edilizia non residenziale hanno segnato nel 2020 un calo in termini reali del 13,5%. Il calo ha determinato un'inversione del trend positivo iniziato nel 2016. La stima risente dei riflessi del difficile contesto economico sugli sviluppi non residenziali e della loro stretta connessione con gli altri settori economici. Infatti, dopo una forte contrazione nella prima metà del 2020, il PIL ha mostrato alcuni segnali di ripresa nella seconda metà dell'anno, pur rimanendo ben al di sotto dei livelli pre-pandemia. Le prospettive per l'edilizia privata non residenziale nel 2021 prevedono un aumento del 5% dei livelli produttivi. Ma questi sono dati ancora incerti, visto che bisognerà attendere la fine della pandemia per avere un quadro generale più chiaro. Gli investimenti in edilizia non residenziale, infatti, sono tra quelli che hanno risentito maggiormente dell'emergenza sanitaria. Il settore commerciale, ad esempio, è stato direttamente interessato dalle misure di contenimento e dalla conseguente crescita esponenziale delle vendite online. Mentre il settore turistico – uno dei settori più importanti per l'economia del Paese – è attualmente paralizzato.

Ingegneria Civile

I livelli di produzione di ingegneria civile hanno registrato una riduzione del 2,5% nel 2020. Ciò riflette la contrazione dei livelli di produzione sia in costruzione in corso lavori e nell'avvio di nuovi progetti di costruzione. La situazione di emergenza ha creato problemi anche nella gestione da parte delle amministrazioni pubbliche di questo settore e quindi dei lavori pubblici che si sono concentrati sulla crisi sanitaria.

Il numero dei bandi indetti nel settore dell'ingegneria civile, ad esempio, è diminuito drasticamente dell'11,1% nel 2020, con riduzioni particolarmente intense a partire dalla seconda metà dell'anno. Per contro, il valore delle gare emesse ha registrato una crescita complessiva del 28,7%.

Secondo le previsioni dell'ANCE, gli investimenti in ingegneria civile dovrebbero aumentare del 7,7% nel 2021, come risultato combinato di diversi fattori: le misure in supporto alle opere di ingegneria civile incluse nelle Leggi di Bilancio degli ultimi anni che ora dovrebbero avanzare nel loro processo di attuazione; gli investimenti infrastrutturali, approvati nel 2020 e che ora dovrebbero procedere a pieno ritmo nel 2021; un generale trend positivo dei lavori pubblici visto che i bandi di gara fatti negli ultimi anni produrranno, molto probabilmente, effetti sempre più positivi sui livelli produttivi; l'imminente scadenza del 2023 per il periodo di programmazione 2014-2020 dei Fondi strutturali e di investimento europei che impone una necessaria accelerazione nell'attuazione dei programmi di lavoro. Infine, i 209 miliardi di euro che il Piano di Rilancio europeo metterà a disposizione dell'Italia nel periodo 2021-2026 che dovrebbe produrre risultati concentrati verso la fine del 2021, e condizionati alla capacità di accelerare il dispiegamento di misure in grado di soddisfare la stretta scadenze per l'utilizzo dei fondi europei.

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