Superbonus 110%: gli effetti della cessione dalle banche e il futuro delle detrazioni fiscali

Il mercato dei crediti edilizi potrebbe riaprire a breve, nel frattempo si comincia a parlare del futuro del superbonus e del sistema dei bonus edilizi

di Gianluca Oreto - 03/10/2022
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Superbonus 110%: gli effetti della cessione dalle banche e il futuro delle detrazioni fiscali

Sono stati necessari 10 correttivi nel corso del 2022 ma il tanto atteso sblocco dei crediti fiscali "potrebbe" (il condizionale è sempre opportuno) essere ai nastri di partenza. 9 mesi di passione per professionisti, imprese e committenti, necessari per rimodulare il meccanismo di cessione dei crediti edilizi che secondo il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, e il Ministro dell'Economia, Daniele Franco, uscenti hanno rappresentato la prima causa delle frodi fiscali nel comparto dell'edilizia (ed in effetti era proprio così ma solo per i bonus senza misure di controllo come il bonus facciate o l'ecobonus tradizionale).

Superbonus 110%: il blocco della cessione

Continui correttivi che hanno avuto come principali effetti la riduzione della capienza fiscale di tutto il sistema oltre che della fiducia verso una normativa nata con nobili principi ma che nel 2022 si è trasformata in una trappola mortale per l'economia ed in particolare tutti gli operatori del comparto edile.

Il blocco della cessione ha mostrato tutta la potenza di questo meccanismo soprattutto negli interventi di superbonus 110%, spesso portati avanti da soggetti privi di capienza fiscale e di capitali che contavano esclusivamente sullo sconto in fattura da parte delle imprese. Dalle prime modifiche all'originario meccanismo delle opzioni alternative definito all'art. 121 del Decreto Legge n. 34/2020 (Decreto Rilancio), è risultato evidente a tutti che il sistema sarebbe collassato.

Prima Poste Italiane ha bloccato l'acquisto dei crediti indiretti (maturati cioè da sconto in fattura), poi è arrivato il blocco di Cassa Depositi e Prestiti. Infine le Banche stesse hanno cominciato a ridurre gli acquisti mettendo paletti sempre più pressanti, soprattutto a seguito della circolare n. 23/E dell'Agenzia delle Entrate che ha inasprito il concetto di responsabilità solidale.

Superbonus 110%: possibile riapertura della cessione

Sembrerebbe, però, che gli effetti della modifica apportata dal Decreto Legge 17 maggio 2022, n. 50 (Decreto Aiuti), convertito con modificazioni dalla Legge 15 luglio 2022, n. 91, stiano cominciando a produrre i primi contratti di cessione tra banche e grossi utenti non consumatori.

Ricordiamo, infatti, che dopo la conversione del Decreto Aiuti è stata data la possibilità alle Banche di cedere i crediti acquistati in favore di soggetti diversi dai consumatori o utenti che abbiano stipulato un contratto di conto corrente con la banca stessa, senza facoltà di ulteriore cessione. In questo modo la capienza del comparto bancario, ormai ridotta ai minimi termini come recentemente dimostrato dalla Commissione Parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario, verrebbe riaperta consentendo l'acquisto di nuovi crediti fiscali.

Il Superbonus 110% nel NADEF

Intanto il Consiglio dei Ministri uscente ha approvato la Nota di aggiornamento al DEF (NADEF) del 2022, in cui si è limitato il lavoro all’analisi delle tendenze in corso e alle previsioni per l’economia e la finanza pubblica italiane a legislazione vigente.

Dopo sei trimestri di crescita superiore alle aspettative, che nel secondo trimestre del 2022 ha portato il PIL a superare il livello medio del 2019, anno precedente alla crisi pandemica del COVID, le prospettive economiche appaiono ora meno favorevoli. L’economia globale e l’economia europea sono in marcato rallentamento. I segnali di possibile inversione del ciclo economico espansivo sono ascrivibili alla crescita dei prezzi dell’energia, al repentino rialzo dei tassi di interesse in risposta alla salita dell’inflazione e alla situazione geopolitica.

Nessuna parola o prospettiva sulla misura che più di tutte è servita per tenere a galla il PIL nel biennio 2020-2021. Sul Superbonus 110% si rileva solamente che "Si è quindi agito per il potenziamento del programma di miglioramento della prestazione energetica degli immobili della pubblica amministrazione ed è stata rimodulata la normativa relativa al Superbonus 110 per cento".

Il futuro del Superbonus 110%

Nessun accenno agli effetti di questa rimodulazione che, al momento, sono serviti solo a bloccare il comparto delle costruzioni. Sembrerebbe, però, che le intenzioni del prossimo esecutivo di centro destra a trazione Fratelli d'Italia siano indirizzate verso una revisione complessiva del sistema di detrazioni fiscali nel settore dell'edilizia.

Sostanzialmente il superbonus 110% non riceverebbe più alcun'altra proroga o modifica rappresentativa, per giungere alla sua conclusione nel 2023. Ricordiamo, infatti, che la proroga al 2025 per condomini ed edifici plurifamiliari prevede un decalage nell'aliquota al 70% nel 2024 e 65% nel 2025.

L'idea è quella di accorpare tutti i bonus (attualmente davvero tanti e con normative eterogenee nate in epoche diverse) sotto un'unica detrazione fiscale del 65% (guarda caso l'aliquota massima prevista per l'ecobonus tradizionale e per il superbonus nel 2025).

Ricordiamo, infatti, che allo stato attuale esistono diverse possibilità di detrazione fiscale tra le quali quelle inserite nelle seguenti norme:

  • l'art. 16-bis del d.P.R. n. 917/1986 (TUIR);
  • l'art. 1, commi da 344 a 347, della legge 27 dicembre 2006, n. 296;
  • gli articoli 14 e 16 del D.L. n. 63/2013;
  • l'art. 1, comma 12 della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (bonus verde);
  • l'art. 1, commi da 219 a 224 della legge 27 dicembre 2019 n. 160 (bonus facciate);
  • gli articoli 119, 119-ter e 121 del Decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (superbonus e barriere architettoniche).

Norme nate in epoche completamente diverse che negli anni hanno subito modifiche e proroghe che in alcuni casi rendono impossibile una lettura coordinata e un utilizzo consapevole di queste detrazioni fiscali.

Proprio per questo, pensare ad una (seria) rimodulazione del sistema che incentiva le ristrutturazioni e il recupero del patrimonio esistente, mantenendo le caratteristiche premianti sugli interventi di miglioramento energetico e strutturale, potrebbe essere la strada giusta, soprattutto dopo 28 mesi di utilizzo intensivo del superbonus 110% che (errori di gioventù a parte) ha dimostrato l'importanza di un impianto normativo che definisca per prima cosa l'obiettivo della misura fiscale

  • ristrutturazione edilizia, manutenzione ordinaria e straordinaria;
  • riduzione del rischio sismico;
  • riqualificazione energetica;
  • incremento della sicurezza;
  • building automation;
  • eliminazione delle barriere architettoniche.

Da qui fissare un'aliquota base che possa aumentare in funzione della tipologia di intervento, definendo poi nel dettaglio:

  • soggetti beneficiari;
  • requisiti di accesso;
  • requisiti minimi finali;
  • limite massimo di spesa ammissibile in detrazione;
  • adempimenti;
  • modalità di pagamento;
  • modalità di utilizzo del credito fiscale.

Da parte nostra rimarremo sempre vigili e vi informeremo di ogni proposta, modifica normativa.