Superbonus 110%: le proiezioni del CNI spingono per la proroga

L’impatto sociale ed economico dei superbonus 110% per la ristrutturazione degli immobili: dal Consiglio Nazionale Ingegneri stime e scenari

di Redazione tecnica - 18/10/2021
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Superbonus 110%: le proiezioni del CNI spingono per la proroga

Il dibattito sui Superbonus 110% non può essere ridotto ad una mera, seppure rilevante, questione di contabilità nazionale”. Ad affermarlo è il Consiglio Nazionale degli Ingegneri all’interno dello studio “L’impatto sociale ed economico dei superbonus 110% per la ristrutturazione degli immobili: stime e scenari”.

Superbonus 110%: l’analisi del CNI

Una parte evidenziata dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri riguarda il cambio di rotta rilevato nell’utilizzo degli incentivi negli ultimi mesi. Come rileva il CNI, se l’impatto economico del superbonus 110% si fosse fermato ai dati dei primi mesi del 2021 (una spesa che non superava gli 800 milioni di euro), probabilmente pensare ad una proroga dell’orizzonte temporale avrebbe avuto poco senso.

I dati degli ultimi mesi, invece, alla luce delle modifiche arrivate dal Decreto Legge n. 77/2021 (Decreto Semplificazioni-bis) dimostrano una netta inversione di tendenza. Al 30 settembre 2021 la spesa impegnata per il superbonus (solo nella sua anima energetica) ha raggiunto 7,5 miliardi di euro con proiezioni che dovrebbero far concludere l’anno con un impegno di spesa di almeno 9 miliardi di euro. Numeri che dovrebbero far riconsiderare il quadro complessivo del Superbonus 110% come strumento di politica industriale ed economica a tutti gli effetti.

Superbonus 110%: principi fondanti

Preliminarmente, il CNI ricorda che il superbonus 110% risponde ai principi e alle linee di azione che il Paese da tempo ha fatto proprie e che ha stabilito di perseguire attraverso l’adozione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Si tratta in particolare:

  • del principio di sostenibilità ambientale;
  • degli interventi e delle politiche, coordinati in ambito europeo, che anche l’Italia deve perseguire in materia di contrasto al surriscaldamento globale, di riduzione dell’inquinamento atmosferico e per il risparmio energetico degli edifici;
  • degli interventi di contrasto al rischio sismico ed al rischio di dissesto idrogeologico.

Le ricadute dei Superbonus 110%: quadro generale

Il rapporto del CNI va oltre rilevando come gli effetti del superbonus non sono solo di tipo economico e occupazionale. Vengono identificati diversi effetti rilevanti indotti da questi incentivi:

  • un effetto espansivo in termini di produzione e reddito, oltre che di occupazione nella filiera dell’edilizia, compresi i servizi tecnico-professionali connessi, con apprezzabili effetti moltiplicativi sull’intera economia nazionale;
  • un effetto di innovazione e avvio di un processo di riorganizzazione e di riqualificazione della filiera dell’edilizia e dei Servizi di Ingegneria e Architettura;
  • l’avvio di un percorso estensivo di riqualificazione del patrimonio edilizio residenziale e di risanamento anche interno delle abitazioni con un sensibile abbattimento del così detto inquinamento indoor e dei relativi costi sociali, diretti e indiretti;
  • la possibilità di realizzare un intervento organico di prevenzione in chiave antisismica degli edifici;
  • un possibile incentivo alla limitazione di consumo di suolo.

Superbonus 110%: gli effetti sul bilancio dello Stato

Per quanto riguarda gli effetti sul Bilancio dello Stato, il CNI evidenzia come l’analisi costi-benefici legata al Superbonus 110% non dovrebbe essere trattata in termini esclusivamente contabili. È necessario considerare almeno due aspetti:

  • lo Stato incassa nell’anno il gettito fiscale connesso alla realizzazione di opere con incentivi (Iva, Irpef e ulteriori imposte) mentre “diluisce” in dieci anni le minori entrate di ciascun anno derivanti da sconti fiscali. In questo caso si stima che per i Superbonus 110% il primo decimo delle spese (relative al 2021) portate in detrazione potrebbero essere verosimilmente compensate dal gettito fiscale connesso alla realizzazione delle opere. Se ottimisticamente pensassimo che i Superbonus 110% anche nel prossimo anno (e auspicabilmente negli anni successivi qualora fossero prorogati) continuassero a generare livelli di spesa elevati, determinando un apprezzabile gettito fiscale, allora pur essendo inevitabile l’incremento dell’indebitamento netto, esso sarebbe diluito nel tempo ed appare per questo sostenibile;
  • l’effetto determinato dai Superbonus 110% nel sistema economico genera un incremento:
    • di domanda di prodotti intermedi e finiti legati al processo costruttivo e all’impiantistica in campo energetico e per interventi in chiave antisismica;
    • dell’occupazione diretta nella filiera delle costruzioni (attività di costruzione e servizi tecnici di progettazione) e di occupazione indiretta nell’indotto;
    • dei consumi finali determinati dalla remunerazione dell’occupazione diretta e dell’indotto connessi con gli interventi con Superbonus 110%;
    • del valore aggiunto all’interno della filiera delle costruzioni e nel resto del sistema economico nazionale attraverso effetti moltiplicativi determinati dall’incremento della domanda.

In allegato il rapporto completo del CNI.

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