Superbonus 110%: chieste alla Camera semplificazione e proroga delle detrazioni fiscali del 110%

Con una risoluzione presentata in commissione alla Camera dei Deputati è stata chiesta la semplificazione e la proroga per il superbonus 110%

di Redazione tecnica - 19/05/2021
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Superbonus 110%: chieste alla Camera semplificazione e proroga delle detrazioni fiscali del 110%

Benché la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto-legge n. 59/2021 abbia confermato almeno in parte la richiesta di proroga proveniente da tutto il mondo delle costruzioni, si lavora ancora alla semplificazione e all'allungamento dei tempi per la fruizione del superbonus 110%.

Superbonus 110%: la Risoluzione alla Camera dei Deputati

A confermarlo è stata la Risoluzione n. 7/00637 presentata il 23 aprile 2021 e riformulata il 17 maggio 2021 in VI (Finanze) e VII (Ambiente) Commissione alla Camera dei Deputati. Una risoluzione che fa il punto sullo stato dell'arte e sulle criticità rilevate nel corso di questo primo anno di applicazione delle detrazioni fiscali del 110% (superbonus) previste dal Decreto Legge n. 34/2020 (Decreto Rilancio) e che chiede uno sforzo in più da parte del Governo.

Ad oggi lo stato dell'arte normativo previsto dal combinato disposto dal Decreto Rilancio, dalla Legge di Bilancio 2021 e dal Decreto Legge n. 59/2021 prevede degli orizzonti temporali diversificati in funzione dei soggetti beneficiari. In particolare:

Tipologia

Termine per il 60% dei lavori

Scadenza finale

Persone fisiche (edifici unifamiliari)

 

31/12/2021 (*)

Persone fisiche con edifici plurifamiliari da 2 a 4 unità

30/06/2022

31/12/2022

Condomini

 

31/12/2022

IACP

30/06/2023

31/12/2023

Altri beneficiari

 

31/12/2021 (*)

 (*) Così come previsto al comma 66, lettera a1) dell’articolo 1 della legge 30/12/2020, n.178 (legge di Bilancio 2021) tale data, previa approvazione del Consiglio dell’Unione europea, traslerebbe al 30 giugno 2022.

Superbonus 110% strumento potente di ripresa

Come evidenziato in Commissione, il bonus 110% rappresenta uno strumento potente e indispensabile per accelerare sugli interventi di rigenerazione, messa in sicurezza e riqualificazione anche energetica del patrimonio immobiliare del nostro Paese. Un'occasione per decarbonizzare le città, sostenere il settore edile, produrre posti di lavoro, e accrescere il valore degli immobili. Ma è indispensabile risolvere prioritariamente i problemi legati alle complessità burocratiche e ad un orizzonte temporale legato alla sua vigenza davvero troppo breve.

Superbonus 110%: i dati aggiornati

Dall'esame dei dati di monitoraggio forniti da Enea e dal Ministero dello sviluppo economico, emerge che la stima annua sarà pari ad almeno 3,6 miliardi di euro. Un dato sottostimato se si considera che il mese di febbraio non rappresenta un mese di piena operatività dei lavori dei cantieri edili.

Inoltre, i dati pubblicati non considerano pienamente gli interventi sui condomini, i quali alla luce della loro complessità, scontano maggiori difficoltà nella partenza dei lavori rispetto agli interventi che insistono su singole unità immobiliari.

Ma non solo. Come evidenziato nella risoluzione, le maggiori criticità non sarebbero solo tecniche ma riguarderebbero in particolare l'intera normativa che regola tutto il superbonus. Molti aspetti attuativi delle norme che regolamentano il bonus 110% sarebbero poco chiari e poco definiti nella loro portata, e questo sta imponendo l'emanazione di una gran quantità di «Faq», circolari interpretative, guide e provvedimenti da parte delle Agenzie delle entrate volte a fornire chiarimenti e risposte alle imprese, agli operatori e ai tecnici che devono essere messi in condizione di avviare i cantieri.

Questo fa sì che i termini di validità del superbonus risultino troppo ridotti e rischiano di vanificare l'impatto positivo dello stesso beneficio fiscale.

La risoluzione cita il rapporto del Cesef (Centro studi sull'economia e il management dell'efficienza energetica), nel quale si evidenziano alcuni limiti della detrazione, a cominciare dalla durata ridotta del provvedimento. Nonostante la proroga prevista dalla manovra, l'estensione è ritenuta troppo limitata con il risultato che si privilegiano interventi più piccoli con iter burocratici meno complessi per non avere lavori incompleti allo scadere del provvedimento. A questo, si aggiungono gli eccessivi adempimenti burocratici per la realizzazione dell'intervento e per ottenere il beneficio fiscale che impattano negativamente sull'operatività del superbonus, e la complessità della normativa, sottoposta a continue modifiche che gli operatori devono inseguire per essere o rimanere aggiornati.

La richiesta

Per questo motivo, i firmatari della risoluzione chiedono al Governo di impegnarsi:

  • ad adottare iniziative per prevedere una proroga del «superbonus 110», per cento almeno fino al 2023 in quanto strumento importante per contribuire alla crescita economica e del sistema produttivo legato alle costruzioni, e in quanto è una misura che, per la sua complessità attuativa, impone un orizzonte temporale ben più ampio di quello finora previsto;
  • ad adottare le opportune iniziative normative affinché la suddetta proroga venga prevista già nei prossimi provvedimenti d'urgenza e comunque ben prima della prossima legge di bilancio 2022;
  • ad adottare iniziative per garantire la medesima proroga delle misure previste dall'articolo 121 del decreto- legge n. 34 del 2020 relativamente allo sconto in fattura e alla cessione del credito;
  • ad adottare iniziative per prevedere, e dare seguito a tutti i rilievi contenuti nelle due Relazioni di Camera e Senato sulla proposta di Pnrr, riportati in premessa, anche con riguardo alla necessità di una reale semplificazione delle norme e delle procedure che regolamentano la concessione delle agevolazioni per ristrutturazioni edilizie e in particolare la concessione del «superbonus», laddove si registrano attualmente eccessivi e farraginosi adempimenti burocratici per la realizzazione dell'intervento e per ottenere il beneficio fiscale;
  • ad adottare iniziative per estendere la platea dei soggetti che possono fruire dell'ecobonus e del sismabonus al 110 per cento anche ai soggetti esercenti attività d'impresa, arti o professioni, visto che l'obiettivo ultimo della misura è quello di rilanciare l'economia nazionale, incrementando le attività nel comparto «trainante» del recupero energetico ed antisismico del patrimonio edilizio, con ricadute positive sul comparto produttivo e sull'intera collettività;
  • a valutare l'estensione degli incentivi agli operatori immobiliari professionali e categorie di utilizzatori come Organismi di investimento collettivo del risparmio (Oicr), Fondi e Società di investimento immobiliari quotate (Siiq), in quanto soggetti che possono dare un impulso decisivo al settore produttivo dell'edilizia e al rinnovo del parco immobiliare italiano;
  • ad adottare iniziative per prevedere, nel caso di estensione del «Superbonus» anche ai suddetti soggetti esercenti attività d'impresa, arti o professioni, che, per gli immobili non residenziali, venga considerato come limite massimo di spesa quello di 200 euro a metro quadrato di superficie, superando così l'attuale limite forfettario di 96 mila euro;
  • anche al fine di rispondere positivamente alle peculiarità di molti centri storici laddove gli edifici presentano spesso caratteristiche tipologiche e morfologiche particolari, ad adottare iniziative per prevedere che per gli edifici sottoposti a vincolo, che impediscono l'esecuzione di interventi «trainanti» di efficientamento energetico, sia comunque ammesso l'ecobonus al 110 per cento per i soli lavori «trainati», anche con miglioramento di una sola classe energetica, e che tale possibilità si possa applicare anche nel caso di interventi che non riguardino l'intero edificio ma solo alcune unità immobiliari che lo costituiscono;
  • ad adottare iniziative per prevedere che la detrazione del 110 per cento venga estesa agli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche, anche se detti interventi non siano eseguiti congiuntamente agli interventi cosiddetti «trainanti»;
  • ad adottare iniziative per prevedere la possibilità, attualmente non contemplata, per i professionisti e i tecnici che producono le asseverazioni, di poterle integrare dei dati mancanti o di correggerle con asseverazioni integrative da presentare appena possibile e comunque prima della fine dei lavori, in particolare nel caso di interventi di sismabonus;
  • ad adottare iniziative per snellire il processo di verifica sulla conformità urbanistica dell'edificio su cui si effettuano interventi agevolati, considerando valide le asseverazioni dei tecnici che riportino esclusivamente gli estremi del titolo abilitativo che ne ha previsto la costruzione ovvero del titolo richiesto o rilasciato in sanatoria; ad adottare iniziative per estendere il «Superbonus 110 per cento» agli immobili caratterizzati da interventi di edilizia libera e con difformità minori (quali aumenti di superfici entro il 5 per cento della superficie assentita, opere come coperture e balconi, aperture di vani su facciata e difformata dei prospetti), anche in assenza di asseverazione di conformità urbanistica ed edilizia, attraverso la definizione di una soglia di difformità entro la quale permetterne l'uso;
  • ad adottare iniziative per tenere separato il beneficio fiscale del 110 per cento dagli altri gli altri bonus esistenti per le ristrutturazioni e per l'efficientamento energetico degli edifici per i quali la citata relazione delle Commissioni 5a e 14a del Senato ha rilevato Inopportunità di prevedere un'unica aliquota al 75 per cento prevedendo anche per questi la durata della detrazione in cinque anni.