Superbonus 90%: rivedere l'aliquota di detrazione

Anima Confindustria chiede un confronto con il Governo, specificando come l’edilizia e gli inventivi rappresentano il perno della transizione energetica

di Redazione tecnica - 01/12/2022
© Riproduzione riservata
Superbonus 90%: rivedere l'aliquota di detrazione

C’è preoccupazione tra le aziende del settore per le modifiche al Superbonus introdotte con il Decreto Aiuti-quater, con la riduzione dell'aliquota di detrazione dal 110% al 90% e con un periodo transitorio molto stretto e dalle scadenze serrate. E mentre i lavori per la conversione in legge del provvedimento fervono - le associazioni di categoria sono state recentemente audite in Commissione Bilancio al Senato - diverse sono le proposte per rivedere il D.L. n. 176/2022.

Superbonus e Decreto Aiuti Quater: transizione troppo breve?

Basti pensare che, nel caso dei condomini, il 110% viene infatti garantito fino al 31 dicembre 2022 solo in questi casi:

  • interventi per i quali, alla data del 25 novembre 2022, risulti effettuata la comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA) e, in caso di interventi su edifici condominiali, a condizione che la delibera assembleare che abbia approvato l’esecuzione dei lavori risulti adottata entro il 24 novembre 2022;
  •  interventi comportanti la demolizione e la ricostruzione degli edifici, per i quali alla medesima data del 25 novembre 2022, risulti presentata l’istanza per l’acquisizione del titolo abilitativo.

Sono in tanti a ritenere queste modfiche di difficile applicazione. Ne parla per esempio Anima Confindustria - organizzazione industriale di categoria che, all'interno di Confindustria, rappresenta le aziende della meccanica varia e affine - che invita alla revisione dell’attuale disciplina, operando un’attenta valutazione del quadro esistente e delle possibili implicazioni di una sua modifica, per non compromettere numerosissime aziende dell’edilizia e scongiurare danni irreparabili sul fronte occupazionale e produttivo.

“Il Superbonus 110% è stata una misura fondamentale per permettere all’Italia di uscire dalla crisi economica causata dalla pandemia, dando lo slancio necessario al settore dell’edilizia dopo anni di difficoltà. Questa misura ha permesso di collocare il settore delle costruzioni come perno della transizione ecologica, in un Paese che ha un'assoluta necessità di interventi sugli edifici per migliorarne l’efficienza energetica e soddisfare i nuovi paradigmi di sostenibilità”, spiega il presidente di Anima, Marco Nocivelli.

E ricorda il ruolo nella transizione energetica operata dai bonus per l’efficientamento, nel tracciare “una strada che dovrà continuare a essere percorsa, al fine di portare avanti e completare il processo di rinnovamento green. Il governo non dovrebbe bloccare la transizione energetica, ma continuare ad aiutarla, visto che mancano otto anni al 2030”.

Superbonus 2023: le proposte di Anima Confindustria

Diverse quindi le proposte dell’Associazione, che includono

  • correttivi per superare il nodo del tetto ISEE, rimodulando il contributo con un’aliquota differenziata, al fine di permettere un effettivo accesso all’incentivo per i soggetti beneficiari. In particolare, si propone per gli interventi sulle unifamiliari un’aliquota del 90% per i redditi di riferimento fino ai 25.000 euro e del 75% per i redditi al di sopra dei 25.000 euro
  • tempistiche di adeguamento più flessibili: la deroga introdotta per la CILA e la delibera assembleare di approvazione di esecuzione dei lavori dal 25 novembre 2022 andrebbe prorogata al 31 dicembre 2022, garantendo un più graduale adattamento al nuovo contesto normativo per i soggetti che si apprestano ad effettuare investimenti in tal senso;
  • regole chiare e armonizzate: Anima propone la redazione di un Testo unico degli incentivi per l’edilizia in grado di semplificare e inquadrare in modo organico la disciplina, a favore degli operatori e dello Stato stesso.

Sulle modifiche introdotte dal D.L. Aiuti Quater è intervenuto anche Alberto Montanini, vicepresidente di Anima Confindustria, specificando che l'abbassamento improvviso di aliquota ha cambiato l’orizzonte temporale certo e condiviso sul quale imprese e beneficiari hanno basato le proprie decisioni e i propri investimenti. “Come Anima, chiediamo alle istituzioni di aprire un confronto con tutte le parti coinvolte per definire un quadro regolatorio stabile, che possa coniugare il raggiungimento dei target di sostenibilità con la tutela della filiera dell’edilizia, scongiurando il temuto effetto ‘bolla del mercato’, che riporterebbe il settore alla situazione di difficoltà pre-pandemica. Oltre al miglioramento dell’efficienza energetica, che passa obbligatoriamente dal rinnovamento del parco edilizio, questa revisione permetterebbe inoltre di orientare i beneficiari del Superbonus verso le tecnologie più efficienti e promettenti per il comfort edilizio, andando a premiare una produzione industriale in gran parte radicata nel nostro Paese".