ARDUA IMPRESA PER I COMUNI

13/04/2007

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Comuni in difficoltà: l'evasione delle pratiche di richiesta di sanatoria edilizia rischia di fermarsi in alto mare. Non soltanto devono evadere migliaia di istanze presentate con l'ultima tornata di richieste, ma devono fare i conti con tutto l'arretrato che sommerge le scrivanie dei tecnici comunali.
Ed è proprio il procedimento di condono edilizio del lontano 1985 ad essere ancora quello nel quale sono numerose le pratiche da controllare. Il sistema, però, oggi è differente da allora. Nella tornata del secondo governo Berlusconi, infatti, venne messo un termine entro il quale i Comuni avrebbero dovuto esaminare le richieste, trascorso il quale, invece, è dato il silenzio-assenso, previo pagamento dei relativi oneri.
L'esame delle domande, quindi, rischia di mettere in seria difficoltà i Comuni: il count-down del silensio-assenso è in fase avanzata ed il rischio è quello di dare autorizzazioni non volute, nè dovute.

Quando venne introdotto il silenzio-assenso si guardava alla scadenza come qualcosa di impossibile: 24 mesi non sarebbero stati più che sufficienti per azzerare tutte le richieste?
Ad oggi, però, la scadenza è alle porte e si fa sempre più concreta per molti la possibilità di ottenere il formarsi della sanatoria alla sola condizione di completare le procedure richieste.
Il prossimo 30 ottobre 2007, quindi, ci sarà lo stop definitivo.

Ecco la carte geografica degli abusi in Italia degli ultimi tre procedimenti di condono edilizio, ed ecco, inoltre, lo stato di aggiornamento in corso.
Condono edilizio del 1985.
Bologna. Presentate ed evase 56.000 domande;
Genova. Presentate ed evase quasi 36.000 domande;
Milano. Presentate 70.000 domande delle quali soltanto 59.000 hanno un iter concluso;
Torino. Presentate 70.000 domande delle quali soltanto 23.000 hanno un iter concluso.

Condono edilizio del 1994.
Bologna. Presentate ed evase 8.000 domande;
Genova. Presentate ed evase quasi 7.000 domande;
Milano. Presentate 15.000 domande delle quali soltanto 9.500 hanno un iter concluso;
Torino. Presentate 7.000 domande delle quali soltanto 6.500 hanno un iter concluso.

Condono edilizio del 2003-2004.
Bologna. Presentate ed evase 600 domande;
Genova. Presentate 5.600 domande delle quali soltanto 1.800 hanno un iter concluso;
Milano. Presentate 13.500 domande delle quali soltanto 1.000 hanno un iter concluso;
Torino. Presentate 7.000 domande delle quali soltanto 2.000 hanno un iter concluso.

L'analisi, quindi, evidenzia che sono proprio le pratiche più antiche da avere problemi. Ma a cosa è dovuto questo enorme ritardo?
La risposta è presto data: per le ultime tornate di pratiche, infatti, l'utilizzo dei software ha accelerato tutto l'iter ma non solo: mentre le prime volte si dava ampia possibilità a molti di sanare abusi edilizi, in questi ultimi casi posizioni rigide e ferme hanno fatto sì che già a priori venissero scartate determinate situazioni che risultavano improponibili a tutti gli effetti.
La speranza, quindi, è che tutto l'arretrato venga esaminato velocemente, per far sì che la coscienza umana possa intervenire dove non è intervenuta un'apposita normativa sulla definizione del possibile e dell'impossibile.
A nessuno, infatti, deve essere data la possibilità di fare lì dove non si può.

A cura di Paola Bivona
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