I PLASTICI DELLE TORRI MILANESI DI IERI E DI DOMANI

22/02/2008

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Fino al 10 aprile chi entrerà all'Urban Center di Milano potrà, con un solo colpo d'occhio, ammirare in anteprima il nuovo profilo di Milano, che vedrà la luce quando, da qui al 2014, saranno realizzati tutti i grattacieli ancora in fase di costruzione. L'assessorato all'Urbanistica ha deciso di istallare nel proprio spazio conferenze 14 pannelli su cui si ergono i plastici delle torri milanesi di ieri e di domani.
Con la mostra “La Città che sale” il Comune di Milano, che conta di vedere rivoluzionato il suo skyline, vuole innanzitutto offrire una panoramica storica, ma in chiave sinottica, delle costruzioni alte che dagli anni Cinquanta fino agli anni Venti del nuovo millennio hanno connotato e connoteranno l'aspetto del capoluogo lombardo.

Non a caso la prima miniatura riproduce l'ormai emblematico Palazzo Pirelli, attuale sede della Regione, costruito tra il 1956 e il 1960 sul progetto del team di architetti guidati da Giò Ponti. A fare da pendant al Pirellone, nel plastico accanto, svetta il modello del complesso ideato da Pei Cobb Freed & Partners che con i suoi 87 mila metri quadrati di costruzione e la torre di 39 piani su 161 metri dal 2009 ospiterà gli uffici di Regione Lombardia. Presente e futuro si guardano e si tendono la mano. “Abbiamo voluto questa mostra - ha spiegato l'assessore all'Urbanistica Carlo Masseroli - per aprire un dibattito non ideologico sullo sviluppo in verticale della nostra città.
La discussione infatti non deve essere su grattacielo sì grattacielo no, ma deve ruotare intorno a come le costruzioni alte, di cui anticamente Milano è stata antesignana, possano ancora contribuire allo sviluppo della città e al miglioramento della qualità della vita”.

Il vero “pezzo da novanta” della mostra del Comune, che raccoglie i progetti di 14 differenti proprietà, è il plastico sul progetto che prenderà forma nell'area della vecchia fiera cittadina. E' la prima volta, infatti, che vengono esposti i plastici delle tre torri firmate da Zaha Hadid, Arata Isozaki e Daniel Libeskind, vero cuore del nuovo insediamento della cordata di Citylife.
Tra il Comune e gli sviluppatori privati, guidati da Salvatore Ligresti, è in corso di ultimazione una trattativa per la definitiva variante urbanistica che dia avvio ai lavori. E il plastico all'Urban Center già anticipa alcuni contenuti delle modifiche. La torre di Isozaki, che con i suoi 216 sarà la regina del futuro skyline milanese è stata infatti già riprodotta con una rotazione di 45 gradi rispetto all'orginaria formulazione del masterplan, per lasciare lo spazio alla nuova stazione della metropolitana. “La Città che sale” vuole anche offrire anche spunti di riflessione sulle torri a destinazione residenziale, in una Milano che tradizionalmente ha interpretato i grattacieli solo per funzioni terziarie.

Le torri realizzate da Massimiliano Fuksas nell'area un tempo occupata dagli stabilimenti Om, la futuristica e lussuosa Torre delle Arti che sorgerà nel 2010, le tre Vele in via Savona e ancora il Bosco Verticale di Stefano Boeri nel nuovo quartiere di Porta Nuova in costruzione grazie a Aedes Italia, testimoniano come, anche a Milano, si stia affermando accanto alla filosofia del “lavorare in alto” anche quella del “vivere in alto”. Accanto alle 10 torri che già costellano la skyline di Milano, il Comune conta di poterne realizzare altre 15, tutte oltre i 60 metri da qui ai prossimi sette anni, con la speranza che il nuovo profilo della città possa essere un buon viatico nella partita per ospitare l'esposizione universale del 2015.

Fonte: www.demaniore.it
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