VERSO LA REINTRODUZIONE DEI MINIMI DI TARIFFA ?

28/11/2008

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Nel corso del convegno “Il welfare in una società che cambia”, organizzato all’Auditorium Parco della Musica di Roma in occasione del Cinquantenario dell’Inarcassa, il vice-Presidente della Commissione bicamerale di controllo sugli enti di previdenza Nino lo Presti (Pdl) ha dichiarato: “Sto preparando un emendamento che reinserisce i limiti tariffari sui servizi offerti dai liberi professionisti, in particolare per ingegneri e architetti, limiti che erano stati aboliti dalle leggi Bersani”.
Sempre allo stesso convegno si sono trovati d’accordo con Lo Presti sia il segretario della commissione giustizia della Camera Pirluigi Mantini (Pd) che il presidente di Inarcassa Paola Muratorio.

Pierluigi Mantini ha affermato di essere disposto a firmare l’emendamento non appena presentato e tale convergenza di opinioni dei due rappresentanti di maggioranza ed opposizione potrebbe far pensare ad un accordo, entro l’anno per modificare la legge Bersani nella parte che riguarda l’abolizione dei minimi tariffari.
Dal canto suo Paola Muratorio ha aggiunto che “La legge Bersani, liberalizzando le tariffe, non ha migliorato ma semmai peggiorato la concorrenza nelle professioni tecniche, visto che, in assenza di paletti, nelle gare d’appalto si assiste a ribassi fino al 75%, ottenuti o tagliando la qualità e la sicurezza del lavoro, o dalle grandi società internazionali, lasciando fuori dalla porta tutti gli altri professionisti”.

E’ intervenuto anche il presidnete dell’Antitrust Giuseppe Galasso che dopo aver comunicato come l’Antitrust abbia, ormai, in via di approvazione l’indagine conoscitiva sull’adeguamento dei codici deontologici dei professionisti alle prescrizioni della Bersani, ha aggiunto che “Sotto molti aspetti ormai le indicazioni della legge sono state recepite, anche se ci sono elementi, come la pubblicità, sui quali alcune categorie stentano ancora ad adeguarsi”.

Nel corso del convegno Inarcassa ha, anche, presentato un’indagine svolta in collaborazione con il centro di ricerca Csef dalla quale è emerso che laurearsi rapidamente e a pieni voti incide notevolmente sul reddito dei futuri architetti e ingegneri, che guadagneranno circa il 5% in più per ogni anno in meno impiegato a prendere la laurea, e si porteranno a casa circa l'11,3% in più se usciti dall'università con 110 e lode.
La ricerca ha evidenziato, anche, che "avere un genitore libero professionista influenza la scelta professionale e la carriera dei figli solo in 1 caso su 10, mentre molta più importanza sembra avere l'impegno nello studio”; dato particolarmente significativo “in tempi di polemiche su nepotismo e raccomandazioni”.

A cura di Paolo Oreto
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