CONVOCATI GLI STATI GENERALI DELLE COSTRUZIONI

19/02/2009

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Chiamato a raccolta, con gli Stati Genarali, tutto il mondo delle costruzioni al fine di valutare congiuntamente tutte le operazioni da intraprendere per far fronte alla crisi generale del comparto economico italiano che sta oltremodo penalizzando il settore delle costruzioni con la perdita di migliaia di posti di lavoro e lo stallo di un settore trainante per la ripresa del Paese.

Questa la proposta che vede d'accordo le principali associazioni del settore delle costruzioni che sta soffrendo come quello dell'auto, ma per cui il governo non è intervenuto con provvedimenti analoghi. Come affermato dal Presidente dell'Ance Paolo Buzzetti: "Abbiamo deciso di chiamare a raccolta, con gli Stati Generali, tutto il mondo delle costruzioni in un momento particolarmente grave per il nostro settore (50 mila posti di lavoro in meno solo a gennaio), che impone la scelta di interventi urgenti ed efficaci a sostegno di migliaia di imprese e milioni di lavoratori".

Agli Stati Generali, che saranno convocati a Roma nel mese di Aprile, saranno invitati il presidente del Consiglio e tutti i rappresentanti del governo e del parlamento impegnati nell'opera di sostegno e di rilancio del settore. Questo in quanto, nonostante le associazioni di settore siano unite nell'intento di dare una svolta alla situazione di crisi, quello che manca è l'intervento del Governo, i cui sforzi, sin'ora, sono stati indirizzati verso altri settori in crisi (trascurando la forza portante del settore delle costruzioni.
Allo stesso modo, l'Aniem chiede l'istituzione e convocazione della Consulta nazionale delle costruzioni all'interno della quale siano rappresentate tutte le tipologie del settore produttivo in grado di dare soluzioni in questo difficile momento di congettura economica.

"È necessario puntare sull'edilizia eco-compatibile e sul piano casa e poi insistiamo su riforme più strategiche. - ha sostenuto Buzzetti - È il momento di toccare le riforme strutturali che si dovevano mettere in campo prima ma che non si sono mai fatte. Mettere mano alla riforma del sistema di qualificazione delle imprese, una revisione del sistema fiscale, la semplificazione delle procedure amministrative per migliorare la vita delle aziende."

"La conferma degli sgravi fiscali per il risparmio energetico, il cosiddetto 55% - ha continuato Buzzetti - va bene ma non è sufficiente, così come la rottamazione degli elettrodomestici legata alla ristrutturazione edilizia. Serve ben altro e noi stiamo elaborando una proposta. Sarà una proposta innovativa"

"Sulle nuove costruzioni - ha terminato Buzzetti - vorremmo riconosciuta e certificata la qualità dove viene fatta. Ogni regione propone i suoi incentivi ma dobbiamo costruire regole. Incentivi sul piano fiscale per chi costruisce il nuovo in questo senso e anche per gli acquirenti. Noi chiediamo incentivi per la trasformazione del patrimonio edilizio, in questo senso tutte le forze politiche sono d'accordo. Inoltre stiamo lavorando perché il governo ceda l'allentamento del patto di stabilità per far partire il piano delle piccole e medie opere da 3,7 miliardi immediatamente cantierabili, così come stanno facendo i governi di Francia e Spagna."

Infine, Finco, per far fronte alla difficile momento economico, ha proposto un intervento a favore della domanda nel settore residenziale che preveda la copertura parziale degli interessi derivanti dall'accensione di un mutuo bancario per l'acquisto dell'abitazione principale. Oltre, chiaramente, a non mollare il settore del risparmio energetico.

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