Rigenerazione urbana: la Rete Professioni Tecniche in audizione alla Camera sul ddl Morassut

27/06/2019

1.112 volte

Condividiamo le finalità generali della proposta di legge “Princìpi generali in materia di rigenerazione urbana nonché di perequazione, compensazione e incentivazioni urbanistiche” presentata dall’Onorevole Morassut. La proposta sembra però non tener conto che gli ultimi decenni sono stati caratterizzati dal progressivo abbassamento della qualità della vita nelle periferie dei centri urbani; da un incontrollato consumo di suolo; da centri urbani sfrangiati che hanno invaso la campagna, sottraendo terreno all’agricoltura, compromettendo irrimediabilmente il paesaggio, patrimonio culturale e segno identitario della nazione”.

Questo il commento della Rete delle Professioni Tecniche in audizione presso la Commissione Ambiente della Camera in riferimento alla proposta di legge presentata dal deputato del PD Roberto Morassut dal titolo "Princìpi generali in materia di rigenerazione urbana nonché di perequazione, compensazione e incentivazioni urbanistiche". Una proposta di legge che ha l'obiettivo di mettere mano ai principi fondamentali che garantiscano, nelle more dell’adozione di una normativa quadro in materia di governo del territorio, l’efficacia delle leggi regionali in materia di governo del territorio e la piena e completa applicazione degli istituti di perequazione, di compensazione e di incentivazioni urbanistiche.

In audizione la Rete Professioni Tecniche ha presentato un documento con il quale viene sottolineata l'importanza di coniugare le politiche per la rigenerazione urbana con quelle tese a contrastare il consumo di suolo “in quanto azioni separate sono perdenti in entrambi i fronti”.

Purtroppo - sottolinea la Rete - il panorama legislativo di questi ultimi anni è costellato da disegni di legge su consumo di suolo, su agevolazioni fiscali, su proposte di deroga a parametri, che, approcciando la materia territoriale sempre in maniera parziale, senza una visione strategica proiettata almeno al 2050 dello sviluppo delle città e dei territori, non riescono ad incentivare una vera azione di rilancio urbano. Né l’agenda politica nazionale lascia intravvedere un cambiamento di rotta in questo senso”.

Secondo la Rete “la città dovrà evitare lo spreco di suolo, essere compatta, curare le mixité funzionale e sociale, essere energeticamente efficiente, sostenibile, intelligente, sicura e sana, armonizzando gli apparati normativi in ambito urbanistico, ambientale ed edilizio e garantendo la sostenibilità dell’ambiente così come la salute e il benessere di tutta la popolazione”.

Nel Documento si sottolinea come “partendo dal presupposto che rigenerare è molto più oneroso che costruire sul nuovo e che è quindi indispensabile ribaltare il sistema delle convenienze che tuttora privilegia l’edificazione su terreni liberi, piuttosto che la rigenerazione degli ambiti urbani degradati, è necessario prevedere, accanto ad un quadro di regole trasparenti, un sistema di convenienze che garantiscano la “sostenibilità economica” dell’intervento".

A questo proposito vanno considerate le positive e vincenti esperienze delle Capitali Verdi europee e degli Ecoquartieri, esempi di rinnovamento del governo del territorio coerenti con le nuove esigenze di città vitali, sicure, sostenibili e sane.

Per i Professionisti tecnici “serve una nuova stagione che persegua una efficace e corretta evoluzione e gestione dei nostri territori e che abbia l’obiettivo di strutturare iniziative capaci di ricondurre alla persona le regole e le dinamiche legate alle città e ai territori, ritenendo che la qualità dello spazio in cui si svolgono le nostre vite sia di primaria importanza e in grado di generare sviluppo soprattutto attraverso la cultura”.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

© Riproduzione riservata



PARTECIPA ALLA DISCUSSIONE

Esprimo il consenso al trattamento dei dati personali ai sensi della normativa vigente e secondo le finalità illustrate nell'informativa