Ristrutturazioni edilizie 2020: come richiedere all'Agenzia delle Entrate la detrazione fiscale del 50%

13/02/2020

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Ristrutturazioni edilizie 2020: come richiedere all'Agenzia delle Entrate la detrazione fiscale del 50%

Devi ristrutturare casa e vuoi sapere come funzionano le detrazioni fiscali del 50%? sei nel posto giusto ma come prima cosa ti consigliamo di rivolgerti ad un professionista qualificato che oltre, a progettare al meglio i tuoi lavori e seguirli nella fase esecutiva, possa aiutarti nella preparazione della documentazione necessaria per fruire delle detrazioni fiscali del 50%.


  1. Ristrutturazioni edilizie 2020: quali detrazioni spettano
  2. Ristrutturazioni edilizie 2020: chi può usufruire della detrazione del 50%
  3. Ristrutturazioni edilizie 2020: per quali interventi è possibile richiedere la detrazione del 50%
  4. Ristrutturazioni edilizie 2020: quali spese sono detraibili
  5. Ristrutturazioni edilizie 2020: come richiedere la detrazione

Ristrutturazioni edilizie 2020: quali detrazioni spettano

Partiamo dal principio, nel caso di ristrutturazioni edilizie quali detrazioni spettano? è possibile distinguere 2 tipologie di detrazioni fiscali:

  • quelle per la semplice ristrutturazione edilizia dell'appartamento (bonus casa con o senza miglioramento energetico);
  • quelle per gli interventi di riqualificazione energetica (ecobonus).

In questo articolo parleremo delle detrazioni fiscali previste per gli interventi di ristrutturazione edilizia sulle unità immobiliari residenziali e sugli edifici residenziali. Su questi interventi, la Legge di Bilancio per il 2020 ha previsto una detrazione fiscale del 50% per quelli realizzati entro il 31 dicembre 2020. Dopo il 31 dicembre 2020, la detrazione fiscale diminuisce al 36% (ma negli ultimi anni, le leggi di Bilancio hanno tendenzialmente confermato il 50% di anno in anno).

I contribuenti possono detrarre dall’Irpef il 50% delle spese sostenute fino al 31 dicembre 2020, con un limite massimo di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare. Per gli interventi di ristrutturazione realizzati su immobili residenziali adibiti promiscuamente all’esercizio di un’attività commerciale, dell’arte o della professione, la detrazione spetta nella misura ridotta della metà. In generale, la detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Ristrutturazioni edilizie 2020: chi può usufruire della detrazione del 50%

Come previsto dal Tuir, possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel territorio dello Stato. L’agevolazione spetta non soltanto ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese e quindi:

  • proprietari o nudi proprietari;
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • locatari o comodatari;
  • soci di cooperative divise e indivise;
  • imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce;
  • soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

Purché sostengano direttamente le spese, possono fruire della detrazione anche:

  • il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado);
  • il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge;
  • il componente dell’unione civile (la legge n. 76/2016, per garantire la tutela dei diritti derivanti dalle unioni civili tra persone delle stesso sesso, equipara al vincolo giuridico derivante dal matrimonio quello prodotto dalle unioni civili);
  • il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016.

Ristrutturazioni edilizie 2020: per quali interventi è possibile richiedere la detrazione del 50%

La norma prevede che è possibile beneficiare della detrazione del 50% delle spese sostenute per i seguenti interventi sulle unità immobiliari residenziali e sugli edifici residenziali:

  • manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze (lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del D.P.R. n. 380/2001 - Testo Unico Edilizia);
  • manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia (lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del D.P.R. n. 380/2001 - Testo Unico Edilizia) effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali;
  • demolizione e ricostruzione o ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza;
  • realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, anche a proprietà comune;
  • finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori e montacarichi;
  • per la realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap gravi;
  • quelli di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte ad evitare gli infortuni domestici (tra le opere agevolabili rientrano l’installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti, il montaggio di vetri anti-infortunio, l’installazione del corrimano);
  • finalizzati a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi (non rientra nell’agevolazione, per esempio, il contratto stipulato con un istituto di vigilanza);
  • finalizzati alla cablatura degli edifici, al contenimento dell’inquinamento acustico, al conseguimento di risparmi energetici, all’adozione di misure di sicurezza statica e antisismica degli edifici.

Ristrutturazioni edilizie 2020: quali spese sono detraibili

Rientrano nella detrazione fiscale tutte le spese necessarie per l’esecuzione dei lavori e anche:

  • le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse;
  • le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento;
  • le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi del DM 37/2008 - ex legge 46/90 (impianti elettrici) e delle norme Unicig per gli impianti a metano (legge 1083/71);
  • le spese per l’acquisto dei materiali;
  • il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti;
  • le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi;
  • l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunzie di inizio lavori;
  • gli oneri di urbanizzazione;
  • gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi nonché agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati.

Ristrutturazioni edilizie 2020: come richiedere la detrazione

Come già detto, è sempre meglio affidare la pratica ad un professionista competente che potrà consigliarvi e preparare la documentazione necessaria per la fruizione della detrazione fiscale del 50% senza sorprese. Per usufruire della detrazione è, comunque, necessario:

  • inviare, quando prevista, all'Azienda sanitaria locale competente per territorio, prima di iniziare i lavori, una comunicazione con raccomandata A.R., tranne nei casi in cui le norme sulle condizioni di sicurezza nei cantieri non prevedono l’obbligo della notifica preliminare alla Asl
  • pagare le spese detraibili tramite bonifico bancario o postale, da cui devono risultare la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto beneficiario della detrazione e il codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

Fatto questo, è sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell'immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell'atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione. Occorre, inoltre, conservare ed esibire a richiesta degli uffici i seguenti documenti:

  • le abilitazioni amministrative in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessione, autorizzazione o comunicazione di inizio lavori). Se queste abilitazioni non sono previste è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui deve essere indicata la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi di ristrutturazione edilizia posti in essere rientrano tra quelli agevolabili
  • domanda di accatastamento per gli immobili non ancora censiti
  • ricevute di pagamento dell’Imu, se dovuta
  • delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori e tabella millesimale di ripartizione delle spese per gli interventi riguardanti parti comuni di edifici residenziali
  • in caso di lavori effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi, dichiarazione di consenso del possessore all'esecuzione dei lavori
  • comunicazione preventiva contenente la data di inizio dei lavori da inviare all’Azienda sanitaria locale, se obbligatoria secondo le disposizioni in materia di sicurezza dei cantieri
  • fatture e ricevute fiscali relative alle spese effettivamente sostenute
  • ricevute dei bonifici di pagamento.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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