Conferma per un altro anno, dunque, per le detrazioni fiscali del 55% per le spese sostenute per gli interventi di riqualificazione energetica, introdotte dal precedente Governo Prodi, con i commi 344 e seguenti della legge 27 dicembre 2006 n. 296 (finanziaria per il 2007). Come anticipato (leggi news), non variano i tetti di spesa, le percentuali di detrazione e gli interventi ammessi, e l'unica modifica rispetto alla situazione attuale riguarda la ripartizione delle spese, che verrà effettuata in 10 anni e non più in 5, rendendo di fatto meno "appetibile" la portata della detrazione.
Contemporaneamente alla conferma del 55% per il 2011, in Commissione Bilancio del Senato, il Governo ha accolto un ordine del giorno che chiede di rendere stabile nel tempo le detrazioni del 55% anche se in realtà non è ancora chiaro se questo ordine del giorno sarà già inserito nel decreto Milleproroghe di fine anno o se l'Esecutivo e il Parlamento sceglieranno un altro contenitore legislativo in cui inserire la stabilizzazione del 55% negli anni a venire.
Il problema dell'intervallo temporale per la ripartizione delle spese era già stato messo in luce dal capogruppo in commissione Bilancio del Pd Vidmer Mercatali, il quale aveva affermato che "Una misura quella del 55% che in 4 anni aveva attivato 800 mila cantieri e che rischia di diventare inefficace se si spalma la possibilità di recuperarlo in 10 anni".
Nonostante la ripartizione in 10 anni rischia di far tornare il marcato a qualche anno fa, quando i lavori venivano effettuati "in sommerso" pur di risparmiare qualcosa direttamente dal produttore, la conferma del 55% per il 2011 è stata vista da UNCSAAL come una grande vittoria per tutto il sistema associativo italiano dei serramenti e per le migliaia di aziende che hanno sottoscritto la petizione di Uncsaal e FederlegnoArredo.
Da evidenziare, infine, la richiesta effettuata da Uncsaal all'Agenzia delle Entrate e all'Enea, relativamente alla disciplina che dovrà regolare gli interventi svolti a cavallo fra il 2010 e il 2011, ovvero se questi interventi beneficieranno di detrazioni spalmabili in 5 o in 10 anni.
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A cura di Ilenia
Cicirello