Istat: Indici prezzi al consumo aprile 2016

L'Istat ha comunicato il dato definitivo sull'incremento dell'indice dei prezzi al consumo nel mese di Aprile 2016; l'indice dei prezzi al consumo per le fam...

16/05/2016
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Istat: Indici prezzi al consumo aprile 2016

L'Istat ha comunicato il dato definitivo sull'incremento dell'indice dei prezzi al consumo nel mese di Aprile 2016; l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati si è, dunque, attestato per il mese di aprile 2016 con la nuova base 2015 sul valore di 99,60 con nessuna variazione rispetto a quello del mese precedente.
La variazione mensile è stata del  +0,0 % e quella annua del -0,4%. Ai fini della determinazione del trattamento di fine rapporto (TFR) maturato nel periodo tra il 15 Aprile 2016 ed il 14 Maggio 2016, occorre rivalutare la quota accantonata al 31 Dicembre 2015 del + 0,500000%.


Ricordiamo che a partire dai dati di gennaio 2016, la base di riferimento dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC) e dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) è il 2015 (la precedente era il 2010).
Il coefficiente di raccordo dalla base 2010 alla base 2016 dell'indice generale dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati (senza tabacchi) è pari a 1,071.

La maggiore flessione tendenziale dell'indice generale è principalmente da attribuire all'accentuarsi del calo dei prezzi degli Energetici regolamentati (-6,4%, da -2,7% del mese precedente), cui contribuiscono sia il Gas naturale (-9,9%, da -5,7% a marzo) sia l'Energia elettrica, che segna un'inversione di tendenza (-1,9%, da +1,5% del mese precedente).

Pertanto, al netto dei soli beni energetici, l'inflazione rimane stabile a +0,4%, mentre al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici, scende a +0,5% (da +0,6% di marzo).

L'inflazione acquisita per il 2016 è pari a -0,5% (era -0,4% a marzo).

Rispetto ad aprile 2015, i prezzi dei beni registrano una lieve accentuazione della flessione (-1,1%, da -1,0% di marzo) e il tasso di crescita dei prezzi dei servizi rallenta (+0,4%, da +0,7% del mese precedente). Di conseguenza, rispetto a marzo 2016, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si riduce di due decimi di punto percentuale.

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,1% rispetto a marzo e diminuiscono dello 0,2% su base annua (da -0,3% del mese precedente).

I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto aumentano dello 0,2% in termini congiunturali e diminuiscono dello 0,9% in termini tendenziali (era -1,1% a marzo).

Per quanto concerne le locazioni l'indice annuale, ridotto al 75%, si è attestato al -0,300% e l'indice biennale al -0,525%.

L'Istat spiega che, nel mese di aprile 2016, per quanto concerne l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività, gli incrementi congiunturali più significativi si sono verificati nei capitoli Servizi ricettivi e di ristorazione (+1,4%), Trasporti (+07%), Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,2%).


Variazioni nulle si sono registrate nei sei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi, Abbigliamento e calzature, Mobili articoli e servizi per la casa, Servizi sanitari e spese per la salute, Istruzione.
Variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli Abitazione aqua alettricità e combustibili (-2,5%), Comunicazioni (-0,6%) e Ricreazione spettacoli e cultura (-0,3%).

Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Istruzione (+1,3%), Servizi ricettivi e di ristorazione (+0.9%), Abbigliamento e calzature (+0,5%).
Quelli più contenuti si sono registrati nei capitoli Mobili articoli e servizi per la casa e Comunicazioni (+0,4% per entrambi), Servizi sanitari e spese per la salute e Ricreazione e spettacoli (+ 0,3 % per entrambi), Altri beni e servizi (+0,2%).
Incrementi tendenziali nulli si sono registrati in nessun capitolo.
Gli incrementi tendenziali negativi si sono registrati nei capitoli Trasporti (-2,9%), Abitazione acqua elettricità e combustibili (-2,4%), Prodotti alimentari e bevande analcoliche e Bevande alcoliche e tabacchi  (-0,1% per  entrambi).

Nell'ambito delle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati dell'indice NIC si sono verificati soltanto nelle città di Trieste (+0,3%), Bologna (+0,2%), Bolzano (+0,1%) e Aosta (+0,0%) mentre nelle altre città sono tutti negativi e a Trento (-0,1%), Napoli (-0,2%), Genova (-0,3%), Venezia (-0,4%), Roma (-0,5%), Cagliari e Catanzaro (-0,6% per entrambe)), Milano, Ancona e Torino (-0,7% per tutte e tre), Firenze e Palermo (-0,8% per entrambe), Bari (-1,0%), Perugia e Potenza (-1,2% per entrambe).

I prossimi indici saranno pubblicati il 14 Giugno 2016.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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