Istat: Indici prezzi al consumo luglio 2015

L'Istat ha comunicato il dato definitivo sull'incremento dell'indice dei prezzi al consumo nel mese di Luglio 2015; l'indice dei prezzi al consumo per le fam...

12/08/2015
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Istat: Indici prezzi al consumo luglio 2015
L'Istat ha comunicato il dato definitivo sull'incremento dell'indice dei prezzi al consumo nel mese di Luglio 2015; l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati si è, dunque, attestato per il mese di luglio 2015 con la nuova base 2010 sul valore di 107,20 con una modesta variazione negativa rispetto a quello del mese precedente.
La variazione mensile è stata del - 0,1 % e quella annua del - 0,1 %. Ai fini della determinazione del trattamento di fine rapporto (TFR) maturato nel periodo tra il 15 Luglio 2015 ed il 14 Agosto 2015, occorre rivalutare la quota accantonata al 31 Dicembre 2014 del + 1,015187 %.
Ricordiamo che a partire dai dati di gennaio 2011, la base di riferimento dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC) e dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) è il 2010 (la precedente era il 1995).
Il coefficiente di raccordo dalla base 1995 alla base 2010 dell'indice generale dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati (senza tabacchi) è pari a 1,373.

La stabilità dell’inflazione è la sintesi di dinamiche differenziate per le diverse tipologie di prodotto: l’attenuazione del calo tendenziale dei prezzi degli Energetici regolamentati (- 1,1 %, da - 3,6 % di giugno) e l’accelerazione della crescita su base annua di quelli di alcune tipologie di servizi bilanciano le spinte al ribasso dei prezzi degli Energetici non regolamentati (- 8,7 %, da - 7,2 % del mese precedente) e degli Alimentari non lavorati (+ 1,7 %, da + 2,1 % di giugno).
Al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici, l’“inflazione di fondo” sale allo 0,8 % (era + 0,6 % a giugno); stabile l’inflazione al netto dei soli beni energetici (+ 0,8 %).
Il calo mensile dell’indice generale è da ascrivere principalmente ai ribassi dei prezzi della Frutta fresca (- 8,1 %) e dei Vegetali freschi (- 7,2 %) - su cui incidono fattori di natura stagionale - e degli Energetici regolamentati (- 0,5 %) e non regolamentati (- 0,8 %); a contenere la contrazione è il rialzo dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+ 1,9 %), anch’essi influenzati da fattori stagionali-

Per quanto concerne le locazioni l'indice annuale, ridotto al 75%, si è attestato al - 0,075 % e l'indice biennale allo + 0,000 %.

L'Istat spiega che, nel mese di luglio 2014, per quanto concerne l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività, gli incrementi congiunturali più significativi si sono verificati nei capitoli Ricreazione, spettacoli e cultura (+ 1.1 %), Trasporti (+ 1.0 %).< br />
Variazioni nulle si sono registrate nei quattro capitoli Bevande alcoliche e tabacchi, Abbigliamento e calzature, Mobili articoli e servizi per la casa, Servizi sanitari e spese per la salute, Istruzione.

Variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli Comunicazioni (- 1.2 %). Prodotti alimentari e bevande analcoliche (- 1.1 %), Abitazione, acqua elettrcità e combistibili (- 0,2 %) e Servizi ricettivi e di ritorazione e Altro beni e servizi (-0,1 % per entrambi).

Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrate nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi (+ 3,0 %), Istruzione (+ 1,9 %), Servizi ricettivi e di ristorazione (+ 1,4 %), Ricreazione, spettacoli e cultura (+ 1,2 %), Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+ 0,8 %).

Quelli più contenuti si sono registrati nei capitoli Servuizi sanitari e spese per la salute (+ 0,6 %), Abbigliamento e calzature, Mobili articoli e servizi per la casa, a (+ 0,4 % pr entrambi), Altri beni e servizi (+ 0,2 %).

Incrementi tendenziali nulli non si sono registrati in nessun capitolo.

Gli incrementi tendenziali negativi si sono registrati nei capitoli Comunicazioni (- 3,2 %), Trasporti (- 1,8 %) e Abitazione, acqua elettricità e combustibili (- 0,3 %) e.

Nell'ambito delle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati dell'indice NIC si sono verificati soltanto nelle città di Bolzano (+ 0,8 %), Genova, Roma e Milano (+ 0,6 % per tutte e tre), Aosta e Firenze (+ 0,5 % per entrambe), Potenza (+ 0,4 %), Trieste, Ancona e Torino (+ 0,3 % per tutte e tre), Cagliari e Napoli (+ 0,2 % per entrambe), Trento, Palermo e L’Aquila (+ 01 % per tutte e tre), Bari ( 0.00 %), mentre nelle città altre città sono tuti negativi e precisamente a Catanzaro (- 0,1 %), a Perugia (- 0,3 %) e a Bologna (- 0,7 %).

I prossimi indici saranno pubblicati il 14 Settembre 2015.

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