Superbonus 110%: le regole per il bonifico parlante

L'Agenzia delle Entrate spiega come pagare le spese che accedono alla detrazione fiscale del 110% prevista dal Decreto Rilancio

di Redazione tecnica - 11/02/2021
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Superbonus 110%: le regole per il bonifico parlante

Come effettuare il pagamento delle spese relative agli interventi edilizi che accedono alla detrazione fiscale del 110% (c.d. superbonus) prevista dal Decreto Rilancio?

Superbonus 110% e bonifico parlante: le regole per il pagamento

A questa risposta avevamo risposto lo scorso 19 gennaio 2021, fornendo nel dettaglio tutte le istruzioni per effettuare il pagamento delle spese che accedono al superbonus 110%. A confermare la nostra analisi arriva un chiarimento dell'Agenzia delle Entrate sulle pagine della sua rivista telematica.

Questa volta l'Agenzia delle Entrate risponde ad una domanda in cui si afferma "Nel bonifico fatto per pagare interventi agevolabili con il Superbonus 110% non ho indicato il numero di fattura. Devo rifare il pagamento per non perdere l’agevolazione?".

Come effettuare il bonifico parlante

Per rispondere l'Agenzia delle Entrate ricorda la sua circolare n. 24/E dell'8 agosto 2020 in cui aveva già chiarito che, anche ai fini del superbonus, il pagamento delle spese per l’esecuzione degli interventi, salvo l’importo del corrispettivo oggetto di sconto in fattura o cessione del credito, deve essere effettuato mediante bonifico bancario o postale dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione ed il numero di partita IVA, ovvero, il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

L'obbligo di effettuare il pagamento mediante bonifico non riguarda i soggetti esercenti attività d'impresa. Su tali bonifici, le banche, Poste Italiane SPA nonché gli istituti di pagamento - autorizzati in base alle disposizioni di cui al decreto legislativo n. 11 del 2010 e al decreto legislativo n. 385 del 1993 (TUB) a prestare servizi di pagamento - applicano, all'atto dell'accredito dei relativi pagamenti, la ritenuta d’acconto (attualmente nella misura dell’8 per cento) di cui all’articolo 25 del decreto-legge n. 78 del 2010. A tal fine possono essere utilizzati i bonifici predisposti dagli istituti di pagamento ai fini dell’ecobonus ovvero della detrazione prevista per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio.

I contenuti del bonifico parlante

Per avere diritto al superbonus 110%, quindi, occorre effettuare il pagamento delle spese per l’esecuzione degli interventi con bonifico bancario o postale dal quale risulti:

  • la causale del versamento
  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

Bonifico "non parlante": cosa comporta

L'Agenzia delle Entrate ha anche chiarito che qualora la non completa compilazione del bonifico pregiudichi il rispetto da parte delle banche e di Poste Italiane Spa dell’obbligo di operare la ritenuta, perché mancano dei dati necessari per farlo, per non perdere il diritto all’agevolazione occorre ripetere il pagamento mediante un nuovo bonifico bancario o postale nel quale siano riportati in maniera corretta i dati richiesti.

Nel caso indicato nel quesito non è necessario procedere alla ripetizione del pagamento, poiché la mancata indicazione nel bonifico del numero di fattura non pregiudica l’effettuazione della ritenuta.

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A cura di Redazione LavoriPubblici.it