Avvalimento e verifica di anomalia: il Consiglio di Stato su natura e onerosità del contratto

L’avvalimento può essere valido anche se gratuito, purché sorretto da un interesse patrimoniale meritevole; la verifica di anomalia deve valutare la serietà complessiva dell’offerta

di Redazione tecnica - 21/10/2025

Un contratto di avvalimento può dirsi valido anche se il corrispettivo è modesto? E fino a che punto la stazione appaltante può spingersi nel giudizio sull’anomalia dell’offerta senza travalicare la propria discrezionalità tecnica?

A rispondere a queste domande, nell’ambito di un contenzioso su un affidamento in vigenza del “vecchio” codice appalti, è il Consiglio di Stato, con la sentenza 7 ottobre 2025, n. 7819, con la quale Palazzo Spada ha affrontato congiuntamente due profili centrali nelle gare pubbliche: la meritevolezza del contratto di avvalimento e la logica complessiva della verifica di anomalia.

Contratto di avvalimento e anomalia dell’offerta: interviene il Consiglio di Stato

Il caso riguarda una procedura aperta per l’affidamento di lavori, aggiudicata a un RTI che aveva fatto ricorso all’avvalimento per ottenere la certificazione SOA nella richiesta, mediante un contratto con una società appartenente al medesimo gruppo imprenditoriale.

Il Consorzio secondo classificato aveva impugnato l’aggiudicazione dinanzi al TAR, sostenendo da un lato la nullità del contratto di avvalimento per carenza di onerosità, e dall’altro la mancata esclusione dell’offerta per anomalia economica.

Il giudice di prime cure aveva respinto il ricorso, motivo per cui è stato proposto appello al Consiglio di Stato.

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