Come si finanzia il nuovo meccanismo
Per superare lo scoglio dei 2,25 miliardi previsti nella versione originaria, la proposta introduce un sistema di autofinanziamento interno ai quadri economici.
Le stazioni appaltanti potranno utilizzare le somme per imprevisti già accantonate, i ribassi d’asta non vincolati e le economie provenienti da interventi già collaudati, sempre entro i limiti delle autorizzazioni disponibili.
Quando queste risorse risulteranno utilizzate per almeno l’80%, scatterà l’obbligo di rivedere la programmazione triennale o l’elenco annuale, rimodulare eventuali contratti di programma o utilizzare economie da varianti in diminuzione.
L’unica posta aggiuntiva prevista dalla norma riguarda il funzionamento dell’Osservatorio. Per il resto, tutto dovrà essere assorbito dalle risorse interne delle amministrazioni.