Consumi energia: l’analisi trimestrale ENEA

I dati post lockdown: si registrano un forte rimbalzo nel 2021 e segnali di rallentamento nel 2022

di Redazione tecnica - 04/04/2022
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Consumi energia: l’analisi trimestrale ENEA

Nonostante il forte aumento dei prezzi di elettricità e gas, il 2021 ha visto un grande rimbalzo dei consumi energetici, con una crescita dell’8% rispetto al 2020.

Consumi energia: l'analisi trimestrale di ENEA

È quanto emerge dall’Analisi trimestrale del sistema energetico italiano dell’ENEA che evidenzia anche la crescita delle emissioni di CO2 (+8,5%), “recuperando” il 70% di quelle perse nel 2020 con la pandemia  e il forte peggioramento dell’indice ISPRED (-27%). Inoltre, diminuzione di oltre un punto percentuale della quota di fonti rinnovabili, che si è attestata al di sotto del 19%.

Come spiega l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, nel 2022 si è recuperato circa l’80% dei consumi di energia persi con la pandemia. Oltre la metà di questo recupero è avvenuto nel II trimestre 2021, ma la crescita è rimasta sostenuta anche nella seconda parte dell’anno registrando  +7% nel III trimestre e un +6% nel IV, con una traiettoria coerente con la domanda di energia.

Il balzo dei prezzi

Nell’ultimo trimestre 2021 si è registrato un aumento dei prezzi senza precedenti: +400% per il gas al TTF che si è attestato intorno ai 100 €/MWh rispetto ai 20 €/MWh del I trimestre, e +300% per l’elettricità, passando da 60 a 240 €/MWh. Nonostante i provvedimenti del Governo per mitigare gli effetti degli aumenti, nel IV trimestre 2021 i prezzi al consumo in Italia sono cresciuti del 70%, circa il doppio dell’aumento medio UE (elettricità +30%, gas +40%).

Dal punto di vista delle fonti primarie, l’aumento dei consumi è così ripartito: 40% petrolio, 30% gas naturale, circa il 20% importazioni di elettricità e il restante 10% ai combustibili solidi.

Emissioni CO2 e indice ISPRED

Le emissioni di CO2 (+8,5%) aumentano soprattutto per i trasporti (oltre il 50%), a seguire il civile (20%), la generazione elettrica (15%) e l’industria (8%). Nel caso dei trasporti le emissioni sono cresciute complessivamente del 15% rispetto al 2020, mentre gli altri settori hanno registrato aumenti compresi tra il 5 e il 6%.

Si registra inoltre un calo dell’ISPRED legato al peggioramento di tutti e tre i parametri di riferimento - sicurezza, prezzi ed emissioni di CO2. Se quest’ultima componente è quella che ha avuto il maggiore impatto, di rilievo anche la sicurezza degli approvvigionamenti, per cui è necessario prestare attenzione anche gli indicatori relativi all’adeguatezza del sistema elettrico e all’elevata dipendenza dalle importazioni di gas naturale.

Deficit nel comparto low carbon

Raddoppia nuovamente il deficit commerciale italiano nel comparto delle tecnologie low-carbon, come già avvenuto nel 2020: i settori a più forte dipendenza dall’estero sono gli accumulatori agli ioni di litio (-1 miliardo di euro),  i veicoli ibridi plug-in (-600 milioni di euro) e i prodotti del fotovoltaico (passati da -40 a -400 milioni di euro), a causa di un marcato aumento delle importazioni delle celle fotovoltaiche. Tendenza migliore nel settore dei veicoli elettrici: le esportazioni passate da circa 270 a 780 milioni di euro, con un saldo netto solo di poco negativo.

Infine, occhio anche sulla spesa pubblica in ricerca energetica: l’Analisi trimestrale ha evidenziato una crescita in Italia del 10% tra il 2016 e la prima fase della crisi pandemica del 2020, circa un quarto di quella tedesca.

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