“Quando conoscevamo tutte le risposte, ci hanno cambiato le domande”. È probabilmente questo il passaggio che più mi ha colpito del contributo “Il correttivo del codice dei contratti pubblici. Meditazioni in tema di certezza del diritto”, scritto dal Presidente aggiunto del Consiglio di Stato e direttore dell’Ufficio studi e formazione della giustizia amministrativa, Carmine Volpe.
Un contributo che ripercorre l’evoluzione del D.Lgs. n. 36/2023 (Codice dei contratti) soprattutto alla luce del primo correttivo predisposto dal Governo con il D.Lgs. n. 209/2024 con l’obiettivo di apportare le dovute integrazioni che l’applicazione pratica rende necessarie. Modifiche che, proprio in riferimento alla frase iniziale, conducono il Presidente Volpe verso altri due interessanti riflessioni:
- “…le norme cambiano ma continuano i problemi portati dall’incertezza; a discapito dei benefici conseguenti alle correzioni normative”;
- nel diritto bisognerebbe essere intolleranti.
Il correttivo al Codice dei contratti
Entrando nel merito del correttivo di cui al D.Lgs. n. 209/2024, il Presidente Volpe evidenzia una problematica che gli operatori del settore (noi di LavoriPubblici.it compresi) abbiamo rilevato sin dal primo momento: l’assenza di un periodo transitorio.
Il correttivo è entrato in vigore il giorno stesso della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, lasciando un vuoto “computazionale” che ha interdetto stazioni appaltanti e operatori economici. “Il che sembra quasi una contraddizione in termini – sottolinea il Presidente Volpe – Si innova in maniera rilevante in materia di contratti pubblici e non si dà il minimo di tempo necessario per apprendere le novità e prepararsi di conseguenza”.
Andando sui contenuti, il contributo del Presidente Volpe si domanda se il correttivo rappresenti davvero un intervento correttivo o si tratti, piuttosto, di un nuovo Codice. I “numeri”, in effetti, sembrerebbero andare verso la seconda ipotesi visto che il correttivo si compone di 97 articoli di cui i primi 72 intervengono direttamente sul D.Lgs. n. 36/2023, ovvero su oltre un terzo dei 229 articoli originari.
“In questo modo – afferma il Presidente Volpe – nell’inarrestabile sequenza normativa in tema di contratti pubblici, continua il provvisorio che diviene definitivo. Anzi, il nuovo definitivo non è altro che provvisorio”.