Il Supporto al Protocollo e gli impegni del Ministero del Lavoro
Una parte rilevante del documento è costituita dal paragrafo denominato Supporto al Protocollo, in cui le Parti sottoscrittrici – tra cui ANCE e Confindustria – hanno richiesto formalmente al Ministero del Lavoro di recepire il documento con apposito decreto e di sostenere la piena attuazione delle misure previste.
L’impegno richiesto al Ministero si articola in tre direttrici principali:
- Tutela dei lavoratori, assicurando interventi di protezione adeguati, anche attraverso il ricorso esteso e automatizzato agli ammortizzatori sociali, con l’espresso inserimento – su richiesta dell’ANCE – dello scomputo dei periodi di integrazione salariale causati da eventi climatici non evitabili (ad esempio ondate di calore o precipitazioni eccezionali) dal computo del limite massimo di durata degli ammortizzatori stessi. L’ANCE, manifestando apprezzamento per l’iniziativa, ha chiesto di anticipare l’efficacia della misura al 1° giugno 2025, considerato che le alte temperature hanno iniziato a incidere sulle lavorazioni già da quel mese.
- Supporto alla rimodulazione dell’orario di lavoro, garantendo che i provvedimenti amministrativi di sospensione o modifica delle attività produttive tengano conto delle esigenze di continuità operativa e produttiva delle imprese. Su questo punto, l’ANCE ha chiesto di promuovere l’adozione di una norma che consenta alle aziende di derogare, laddove necessario, alle ordinanze antirumore, così da poter organizzare i turni nelle fasce orarie più sicure.
- Tutela delle imprese sul piano contrattuale e responsabilità, qualificando formalmente le ordinanze locali e i futuri protocolli attuativi come elementi giustificativi idonei a escludere responsabilità in relazione al ritardo nella consegna dei lavori e ad altre eventuali conseguenze derivanti dagli eventi climatici estremi. Si tratta di un aspetto fortemente sostenuto da tutte le Parti datoriali, nella prospettiva di garantire certezza giuridica e ridurre il contenzioso.