L’errata applicazione della norma sull’equo compenso
Nonostante questo, il CNI ha registrato l’errata applicazione della norma, sovente disattesa negli affidamenti regolati dal Codice dei contratti pubblici da Amministrazioni e singole Associazioni di categoria che invocherebbero una serie di elementi ritenuti “ostativi”, quali:
- il principio comunitario della concorrenza;
- la specificità normativa del Codice, che dunque prevarrebbe rispetto alla Legge 49/23;
- l’immodificabilità del primo in assenza di esplicita previsione (in ragione dell’art. 227 dello stesso D.lgs. n. 36/2023);
- il principio ratione temporis.
Secondo i dati arrivati dall’Osservatorio del Centro Studi del CNI, sarebbero oltre l’80% del totale gli Enti che sostengono la disapplicazione della legge sull’Equo compenso, secondo i quali il loro comportamento sarebbe suffragato da diversi pronunciamenti e provvedimenti dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC).