Nuovo appello di Inarsind: il Superbonus va reso strutturale

Le dichiarazioni del presidente Carmelo Russo: piena disponibilità dei professionisti tecnici a collaborare con il Governo per la realizzazione di norme durature ed efficaci

di Redazione tecnica - 20/01/2023
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Nuovo appello di Inarsind:  il Superbonus va reso strutturale

Non solo le esigenze legate all’eventuale approvazione della Direttiva UE sulla riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, ma anche i recenti dati diffusi da Enea sul Superbonus spingono ulteriormente gli addetti ai lavori a fare una richiesta specifica al Governo e al Parlamento: rendere strutturali le agevolazioni fiscali.

Superbonus e riqualificazione energetica: l'appello di Inarsind

Vanno lette in questa direzioni le recenti dichiarazioni di Inarsind, - l’Associazione nazionale di rappresentanza e tutela degli ingegneri e degli architetti liberi professionisti – riprendendo le cifre diffuse dal Dipartimento per l’efficienza energetica sulle agevolazioni introdotte dall’art. 119 del Decreto Rilancio. A colpire è sicuramente la cifra di 21 miliardi di euro di lavori già conclusi, definiti come un risultato eccellente, a testimonianza dell’importanza di una misura che va portata avanti in maniera strutturale con regole chiare che non vengano cambiate poi nel tempo. 

“Servono norme semplici e durevoli perché il superbonus 110% è una tutela per committenti, progettisti e ambiente, anche modificando l’aliquota di detrazione per rispettare gli equilibri di bilancio”. È questo l’appello che il presidente di Inarsind, Carmelo Russo, rivolge al Governo, proprio all’inizio di un anno che si prospetta decisivo per la ripresa del settore edilizio.

Secondo Russo, il Governo deve prendere dei provvedimenti subito,"per tutelare quanto fin qui di buono è stato fatto con la misura del superbonus. E bisogna soprattutto fare quanto possibile per sanare il pregresso e ridare liquidità alla filiera dei professionisti e delle aziende del settore”. Nelle sue dichiarazioni Russo non manca di fare riferimento alla peculiarità del patrimonio edilizio italiano: “Nel nostro Paese più del 60% degli edifici sono stati realizzati prima del 1976 e quindi è assolutamente fondamentale che si lavori anche sulla riqualificazione energetica: si tratta di interventi che molto spesso si inseriscono in un piano di grandi lavorazioni strutturali e quindi i professionisti del settore vogliono contribuire fattivamente non solo ai lavori ma anche al dibattito sulle soluzioni; mantenere le detrazioni consentirà più facilmente il rispetto della recente direttiva europea sull’efficientamento energetico degli immobili”.

E conclude ribadendo la piena disponibilità dei professionisti nella formulazione di norme durature: “Noi come tecnici professionisti abbiamo dato da tempo la nostra piena disponibilità alle istituzioni a tutti i livelli a partecipare, a collaborare ovviamente portando il nostro punto di vista e una disponibilità estesa a tutti gli enti dei territori nei quali si opera”.