È obbligatorio inserire la concessione del servizio bar interno all'Istituto scolastico nel programma triennale degli acquisti? È possibile bandire una gara senza che il servizio sia stato programmato formalmente? E come ci si comporta in caso di rinuncia dell’aggiudicatario?
Programmazione e concessioni scolastiche: il parere del MIT
Ha risposto a queste domande il Supporto Giuridico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) che, con il parere n. 3595 del 23 giugno 2025, è tornato su un tema spesso sottovalutato, ma centrale nel ciclo di vita del contratto pubblico: la programmazione.
Ricordiamo che il D.Lgs. n. 36/2023 (Codice dei contratti pubblici) ha rafforzato l’obbligo per le stazioni appaltanti e gli enti concedenti di adottare e aggiornare annualmente:
- il programma triennale dei lavori pubblici;
- il programma triennale degli acquisti di beni e servizi.
In particolare, ai sensi del comma 3, art. 37, del Codice dei contratti, sono soggetti a programmazione gli acquisti di importo pari o superiore alla soglia di cui all’art. 50, comma 1, lettera b) (affidamento diretto dei servizi e forniture, ivi compresi i servizi di ingegneria e architettura e l'attività di progettazione), attualmente fissata a 140.000 euro per i servizi e le forniture.
Non rileva la natura contrattuale del servizio (appalto o concessione), né la modalità di espletamento della gara. Anche le concessioni devono essere inserite nella scheda H, con indicazione:
- degli elementi essenziali dell’affidamento,
- della stima economica,
- dell’ordine di priorità.