
Un caso pratico: le strutture in legno della cascina Abbadia sita a Trescore Balneario (BG)
Il complesso architettonico chiamato “Cascina Abbadia” rappresenta un significativo esempio di fabbricato agricolo tipico dell’area bergamasca. L’edificio presenta una disposizione a L, con il braccio disposto su via Abbadia, sviluppato su 2 livelli, mentre l’altro su tre livelli. Le strutture verticali sono interamente realizzate con paramenti in ciottoli di varie dimensioni e si rilevano talvolta pareti i cui elementi sono disposti a spina di pesce. L’epoca di costruzione dell’immobile si pone tra il XIII° - XIV°. Le strutture orizzontali e la copertura sono realizzate interamente in legno sia originale che di riuso.
L’ispezione visiva e le indagini sulle strutture in legno hanno interessato tutti i solai e le travi orizzontali dei ballatoi al piano terra e al primo piano. Tutti i solai delle stanze e dei ballatoi sono a semplice orditura: trave principale, travetti e assito. I ballatoi rivolti sul cortile interno sono sostenuti da colonne di pietra sopra le quali si collocano le travi in legno che sorreggono i relativi travetti. Soprattutto queste strutture sono state esposte agli agenti atmosferici per decenni.
La struttura è stata oggetto di un primo intervento di consolidamento mediante irrigidimento dei solai con rete annegata nel cls ed ancorata mediate connettori verticali alle travi intradossali sottostanti. Molte di queste travi presentavano numero difetti anatomici per la presenza soprattutto di nodi e deviazione della fibratura. Spesso si è riscontrato anche degrado di tipo biologico in corrispondenza di tali difetti a seguito di un’esposizione continua all’umidità ambientale.
Alla luce di queste criticità è stata perciò progettata un piano di indagine sulle strutture in legno principali e secondarie che fornisse al progettista la localizzazione degli elementi degradati e/o difettosi per i quali scegliere la migliore strategia conservativa. Per ogni elemento costituente le capriate e per gli arcarecci è stata eseguita:
- l’identificazione delle specie legnose e il rilievo geometrico delle sezioni;
- la valutazione delle difettosità del materiale e attribuzione della classe di qualità resistente;
- la localizzazione e quantificazione delle carenze strutturali rilevanti;
- le analisi resistografiche in corrispondenza degli appoggi e di ogni altra sezione in luce dove sia stato ritenuto necessario accertare strumentalmente lo stato di conservazione interno all’elemento.
I risultati dell'ispezione visiva e strumentale hanno evidenziato che le travi principali poste lungo il perimetro dell’edifico e quindi più esposte all’ambiente presentano problemi di degrado agli appoggi ed in luce. Molto ammalorati sono anche i travetti a sbalzo dei ballatoi al primo e secondo livello del corpo di fabbrica più lungo.
Il degrado risulta più grave in corrispondenza delle difettosità del materiale, come nei nodi e nei rimargini dove si son create le condizioni ideali per lo sviluppo e il progredire del degrado biologico ad opera della carie.
Anche in luce è stato rilevato degrado e solo grazie all’impiego delle prove resistografiche si è potuto determinarne l’estensione. Le alterazioni ad opera degli insetti xilofagi negli elementi in quercia hanno interessato soprattutto l’alburno, senza recare reali problemi di conservazione all’elemento.

La raccolta di tutte queste informazioni è avvenuta mediante l’impiego di schemi grafici rappresentativi delle travi principali, mentre per la valutazione dei travetti è stata adottata la formula tabellare. La restituzione dei risultati sotto forma tabulare e grafica rappresenta un efficace strumento a disposizione del progettista per riconoscere subito le situazioni critiche sulle quali intervenire.