Superbonus 110% e coibentazione tetto freddo: nuovi chiarimenti da Enea

Enea risponde ad alcune nostre domande sulla possibilità di portare in detrazione con il superbonus 110% le spese per isolamento termico di un tetto non disperdente (freddo)

di Gianluca Oreto, Cesare Caramazza - 19/04/2022
© Riproduzione riservata
Superbonus 110% e coibentazione tetto freddo: nuovi chiarimenti da Enea

Tutto cominciò con la Legge n. 178/2020 (Legge di Bilancio 2021) quando, tra gli innumerevoli correttivi previsti all'art. 119 del Decreto Legge n. 34/2020 (Decreto Rilancio), il legislatore ha previsto la possibilità di portare in detrazione con il superbonus 110% le spese sostenute per la coibentazione di un tetto freddo.

Superbonus 110%: l'isolamento delle superfici disperdenti

Venendo meno ai presupposti previsti all'art. 14 del D.L. n. 63/2013, cui la norma sull'ecobonus 110% fa riferimento, si è data la possibilità di isolare un tetto freddo portando le relative spese in detrazione. Possibilità utile dal punto di vista fiscale ma poco funzionale dal punto di vista energetico come confermato recentemente da Enea in una nota di chiarimento sulla coibentazione dei tetti non disperdenti.

Ma, come conferma la stessa Enea, la coibentazione di un tetto non disperdente non rientrerebbe nel calcolo del 25% delle superfici disperdenti, necessario per avere accesso al superbonus 110% per gli interventi di cui all'art. 119, comma 1, lettera a) del Decreto Rilancio. Aspetto che coinvolgerebbe la definizione stessa di ristrutturazione importante di primo e secondo livello e sul quale ho posto qualche domanda a Cesare Caramazza, Ingegnere esperto in Gestione dell'Energia, progettista di interventi di riqualificazione energetica e di impianti elettrici, energy manager di aziende private, componente del direttivo di Assoege.

Insieme al collega Caramazza, abbiamo provato a rispondere a qualche dubbio venuto fuori a seguito del chiarimento di Enea, ritenendo che l'unico chiarimento possibile poteva arrivare da Enea stessa. Ed è per questo che abbiamo interpellato Domenico Prisinzano, Ingegnere e Responsabile del "Laboratorio Supporto Attività Programmatiche per l'efficienza energetica" ENEA-DUEE-SPS-SAP.

1. La coibentazione del tetto freddo

Domanda - Nella nota Enea relativa all'isolamento copertura si parla di "coibentazione del tetto freddo copertura non disperdente" come un intervento che non va considerato come isolamento termico, seppur detraibile, corretto?

Risposta - Le spese sostenute per la coibentazione del tetto anche nel caso in cui l’ambiente sottostante non sia climatizzato, come chiarito con la nota ENEA concertata con il Ministero della Transizione Ecologica del 31 agosto 2021, sono ammissibili alle detrazioni fiscali del 110% quando non si esegue contemporaneamente la coibentazione del solaio sottostante. Secondo la definizione riportata nel decreto 26/06/2015 “requisiti minimi” art. 2, comma 2, lettera a) si definisce: “superficie disperdente S (m2): superficie che delimita il volume climatizzato V rispetto all’esterno, al terreno, ad ambienti a diversa temperatura o ambienti non dotati di impianto di climatizzazione”. La superficie del tetto che separa un ambiente freddo dall’esterno non è, quindi, una superficie disperdente.

2. Ristrutturazione importante di primo e secondo livello

D. - Quindi tutte le volte che un tetto separa uno spazio freddo dall'esterno un eventuale isolamento non è  mai da calcolare ai fini della classificazione della ristrutturazione come primo e secondo livello?

R. - Per determinare il valore in m2 della superficie disperdente si applica la definizione sopra riportata.

3. Il calcolo della resistenza termica di una intercapedine

D. - La norma UNI 6946 attualmente in vigore (del 2018) consente il calcolo della resistenza termica di una intercapedine, e quindi la trasmittanza del pacchetto formato da penultimo solaio, aria e solaio di copertura, a prescindere dallo spessore dell'intercapedine, la nota pubblicata non va in aperto contrasto con i contenuti della norma?

R. - No. La determinazione del fabbisogno di energia dell’edificio per la climatizzazione estiva ed invernale si esegue secondo la norma UNI TS 11300-1. Questa norma, al punto 11.1.1 indica che “i coefficienti superficiali di scambio termico e le resistenze termiche delle intercapedini d’aria siano conformi ai valori stabiliti dalla UNI EN ISO 6946”. Al punto 11.2 indica, poi, come determinare “il coefficiente di scambio termico per trasmissione, Hu, tra l’ambiente climatizzato e l’ambiente esterno attraverso gli ambienti non climatizzati. Vanno tenuti distinti, quindi, i concetti di intercapedine e ambiente.

4. Distinzione tra intercapedine e volume

D. - La distinzione tra "intercapedine" e "volume", non avendo una definizione univoca, è lasciata alla sensibilità del tecnico, che si deve quindi assumere un grande rischio in tal senso?

R. - Va fatta distinzione tra intercapedine e ambiente cioè un “vano o spazio chiuso”. Il punto 3.1 della norma UNI TS 11300-1 definisce l’ambiente climatizzato come: “vano o spazio chiuso …..”. Ritengo che il concetto di vano o spazio chiuso si possa applicare anche quando l’ambiente non sia climatizzato.

5. Ritirare la FAQ Enea 6.b per il vecchio ecobonus?

D. - La già citata norma UNI 6946-2018 in nessuna sua parte consente di definire cosa sia una intercapedine e cosa un volume, non sarebbe il caso di ritirare la faq 6.b pubblicata sul portale Enea per il vecchio ecobonus?

No, per i concetti contenuti nelle risposte precedenti.

6. Utilizzo sottotetto e calcolo energetico

D. - L'utilizzo o meno di un sottotetto non dovrebbe essere una questione meramente urbanistica? Perché un calcolo energetico dovrebbe distinguere tra intercapedine e volume freddo se dal punto di vista energetico non cambia nulla?

R. - Ritengo che la risposta e già contenuta in quelle precedenti.

7. Il calcolo della resistenza termica di una intercapedine d'aria

D. - Eseguendo un calcolo nel rispetto della UNI 6946-2018 della resistenza termica di una intercapedine d'aria si ha un incremento modesto della resistenza rispetto ai valori per 30 cm, quindi che siano 40 cm o 2 m poco cambia. Impostando di conseguenza il calcolo della trasmittanza del pacchetto costituito da separatore tra volume caldo e volume freddo, aria, copertura, un isolamento all'estradosso della copertura ha un'incidenza energetica importante, specie se la prima separazione ha prestazioni modeste (volte in canne e gesso per edifici storici, cartongesso per quelli moderni tra gli altri esempi), la pronuncia che un isolamento all'estradosso della copertura sia di scarsa efficacia non è disallineato con quanto emerge da un rigoroso calcolo?

R. La risposta a questa domanda è contenuta nella risposta alla domanda n. 3