SLITTA ALLA PROSSIMA SETTIMANA

19/03/2009

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Un rinvio di una settimana per la liberalizzazione delle norme sull’edilizia dopo il vertice del Premier Silvio Berlusconi al Quirinale.
Il Presidente del Consiglio ha illustrato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano una bozza di decreto legge che si compone di 6 articoli ed in verità il Capo dello Stato non si è espresso negativamente sulla possibilità di un decreto d’urgenza e non è entrato nel merito dell’articolato ma si è limitato ad alcune osservazioni di carattere istituzionale.
Una prima osservazione è legata al problema dell’autonomia delle Regioni e delle province autonome ed è, quindi, necessario un approfondimento con i soggetti interessati: il Presidente della Repubblica sembra che voglia che siano messe nero su bianco, nel decreto, prerogative e competenze delle Regioni per evitare abusi nella gestione delle norme straordinarie per l'edilizia, materia di natura costituzionale “concorrente” ed il decreto dovrà contenere indicazioni di massima che poi le Regioni saranno libere o meno di adottare.
Una seconda osservazione è legata, poi, al necessario raccordo tra le misure straordinarie che vuole varare il Governo e le ricadute delle stesse sul testo unico dell’edilizia. Ovviamente, non è possibile ipotizzare che il testo unico dell’edilizia (DPR n. 380/2001) possa essere modificato con un decreto legge che dovrà, dunque, avere un limite temporale mentre la modifica strutturale del testo unico dovrà avvenire, contestualmente o in un secondo tempo, soltanto con un disegno di legge.

E’ certo, dunque, che il varo definitivo del piano casa slitterà alla prossima settimana e lo stesso dovrebbe essere formato, come ha anticipato Berlusconi da “un decreto legge o un'aggregazione a un decreto già in corso” per le misure più urgenti e “poi da una legge delega”.
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, in un’intervista a Sky sul piano casa, ha precisato che “non c'è uno slittamento, ma venerdì il presidente del Consiglio sarà impegnato nel vertice europeo di Bruxelles, quindi è legittimo pensare che si andrà alla prossima settimana”.
Il Governo, dunque, dopo l’incontro tra Berlusconi e Napolitano decide per uno slittamento, anche in considerazione del fatto che soltanto la prossima settimana alla vigilia del Consiglio dei Ministri del 27 marzo sarà possibile esporre il Piano alle Regioni, principali attori delle fasi successive al varo delle norme di rilancio edilizio.

Riassumendo, quindi, sembrerebbe che le misure del Piano casa, relative alla liberalizzazione delle norme sull’edilizia, che il Governo ha deciso di varare per stimolare il settore dell’edilizia sarebbero racchiuse in un decreto legge di 6 articoli che non conterrebbe le norme sulla semplificazione degli interventi.
Si va, dune verso la soluzione del decreto legge ridotto rispetto alla originaria versione che conterrebbe:
  • la possibilità di ampliamento sino ad un massimo del 20% degli edifici sia residenziali che produttivi (per quelli residenziali il 20% si riferisce alla cubatura mentre per quelli produttivi alla superficie);
  • la possibilità di demolizione degli edifici anteriori al 1989 con la ricostruzione degli stessi con una cubatura incrementata del 30%.
Sembra, comunque, che gli ampliamenti devono essere fatti in aderenza con l’edificio esistente e che sia gli amplianti che le ricostruzioni vanno richiesti con un permesso di costruire.
Molte delle semplificazioni, poi, sull’attività edilizia che rientravano sull’originario piano straordinario e che apporterebbero modifiche sostanziali al testo unico dell’edilizia dovrebbero confluire in un disegno di legge.

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A cura di Paolo Oreto
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