Il commento ai dati: poche grandi gare, concorrenza a rischio
“Ormai la contrazione del mercato è un dato palese ed evidente: siamo tornati ai livelli del 2019/2020. Le nostre società sono ancora impegnate e hanno un portafoglio ordini che assicura ancora una certa tranquillità ma in prospettiva non si potranno assicurare occasioni di mercato soltanto a chi opera al di sotto della soglia dei 140.000 euro perché l’ingegneria e l’architettura di qualità in questo momento vengono ad essere convogliate su poche gare di importo rilevante e spesso da affidare con accordi quadro che non sempre si concretizzano in contratti attuativi”.
Così il presidente dell’OICE, Giorgio Lupoi, ha commentato i dati, evidenziando come il settore stia vivendo una fase di “rientro alla normalità”, dopo l’eccezionalità normativa e finanziaria legata al Covid e al PNRR.
Il rischio, oggi, è che la domanda si concentri su poche grandi gare, spesso affidate tramite accordi quadro senza effettiva attivazione, lasciando ai margini le piccole e medie strutture.
In quest’ottica, l’OICE rinnova la richiesta di:
- revisione delle soglie per affidamenti diretti;
- promozione di tariffe aggiornate e coerenti;
- adozione di un contratto-tipo per assicurare l’equilibrio contrattuale;
- ripristino della concorrenza come elemento centrale della domanda pubblica.