Infortuni sul lavoro: la Cassazione sulla responsabilità del committente

Per andare esente da responsabilità, il committente deve dimostrare l’adempimento degli obblighi di cooperazione, coordinamento e informazione previsti dalla normativa sulla sicurezza

di Redazione tecnica - 24/09/2025

Quando un lavoratore si infortuna all’interno di un luogo di lavoro messo a disposizione dal committente, quest’ultimo può davvero considerarsi estraneo al fatto solo perché non è intervenuto nell’organizzazione delle attività?

Secondo la Corte di cassazione, la risposta è no, come ha chiarito nella sentenza n. 25113/2025, specificando che la responsabilità del committente non dipende dall’ingerenza materiale nei lavori, ma dal rispetto o meno degli obblighi che la normativa prevenzionistica gli assegna.

Infortuni sul lavoro: la Cassazione sulla responsabilità del committente

Il caso riguardava un dipendente di un’impresa appaltatrice rimasto vittima di un grave infortunio in locali nella disponibilità del committente. La Corte d’appello aveva ritenuto che quest’ultimo non fosse responsabile, valorizzando l’assenza di un’ingerenza diretta.

Gli ermellini hanno ribaltato l’impostazione, accogliendo il ricorso e cassando con rinvio la sentenza impugnata: per i giudici di legittimità, infatti, non è l’estraneità all’organizzazione a esonerare il committente, ma solo la dimostrazione concreta di aver adempiuto a tutti gli obblighi imposti dall’art. 26 del D.Lgs. n. 81/2008.

Vediamo cosa prevede la normativa e i risvolti nel caso in esame.

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