Quando una clausola del bando può definirsi davvero “immediatamente escludente”? È sufficiente che un operatore la ritenga sproporzionata o occorre verificare in concreto la sua incidenza sulla possibilità di presentare un’offerta? E che valore assume la partecipazione effettiva alla gara, anche da parte dello stesso ricorrente, nel giudizio sull’ammissibilità del ricorso?
Clausole immediatamente escludenti: il TAR sull’impugnazione immediata
A fornire chiarimenti sulla natura immediatamente escludente delle clausole di gara e sulla loro impugnabilità è il TAR Campania con la sentenza del 22 agosto 2025, n. 5957, sul ricorso proposto contro una SA che aveva indetto una procedura per l’affidamento triennale di servizi di logistica.
Il consorzio ricorrente, attuale gestore del servizio, ha impugnato bando, disciplinare e capitolato, sostenendo che la stima dei costi della manodopera fosse sottodimensionata e che ciò determinasse l’impossibilità di formulare un’offerta sostenibile. La clausola sarebbe stata quindi da considerarsi “immediatamente escludente” e, come tale, oggetto di ricorso già in fase di pubblicazione del bando.
Una tesi che però non ha convinto i giudici che hanno ritenuto inammissibile il ricorso sulla base di coordinate giurisprudenziali ben definite in numerose pronunce.