Con l'approvazione in Senato del DDL n. 1146, recante "Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale", l'Italia diventa il primo Paese europeo a dare vita a un quadro normativo organico in tema AI.
Intelligenza artificiale: approvata la prima legge in Italia
Il provvedimento si coordina con il Regolamento (UE) 2024/1689 (“AI Act”) e introduce disposizioni nazionali specifiche, con l’obiettivo di governare lo sviluppo dell’IA in un’ottica antropocentrica, sicura e trasparente, ponendo al centro i diritti fondamentali delle persone.
Il concetto alla base è la subordinazione dell’impiego dell’IA alla tutela dei diritti fondamentali in settori sensibili come la giustizia, il lavoro e la sanità.
La legge si articola in sei capi:
- Principi generali (artt. 1-6): approccio antropocentrico, tutela dei diritti, cybersicurezza e garanzie di trasparenza;
- Disposizioni settoriali (artt. 7-18): sanità, lavoro, professioni, pubblica amministrazione, giustizia e cybersicurezza;
- Strategia nazionale (artt. 19-24): definizione di obiettivi, governance e sostegni economici;
- Diritto d’autore (art. 25): estensione della tutela alle opere create con l’ausilio dell’IA;
- Disposizioni penali (art. 26): nuove aggravanti e introduzione del reato di diffusione illecita di deepfake;
- Disposizioni finali (artt. 27-28): clausola di invarianza finanziaria e norme di coordinamento.
Il rapporto con l’AI Act europeo
Il DDL recepisce i principi dell’AI Act, basato sulla classificazione dei sistemi in quattro livelli di rischio (inaccettabile, elevato, limitato, minimo).
La legge italiana aggiunge però norme settoriali che declinano tali principi in ambiti specifici come sanità, lavoro, pubblica amministrazione e giustizia, per adeguarli al contesto nazionale:
- Sanità: l’IA è riconosciuta come supporto a prevenzione, diagnosi e cura, senza sostituire la decisione medica. Particolare attenzione è riservata a inclusione e disabilità;
- Lavoro: viene istituito un Osservatorio per monitorare l’impatto dell’IA sul mercato occupazionale e garantire trasparenza nell’uso da parte dei datori di lavoro;
- Pubblica amministrazione: l’IA deve ridurre tempi e migliorare i servizi, senza sostituire la responsabilità decisionale del funzionario;
- Giustizia: rimane centrale il ruolo del magistrato; l’IA potrà essere utilizzata come strumento di supporto organizzativo e analitico, con percorsi di formazione specifica per giudici e personale.