Può la stazione appaltante revocare una procedura di gara già avviata se le offerte pervenute presentano ribassi anomali rispetto all’importo a base d’asta? In che misura l’autotutela amministrativa può incidere sulla libertà di concorrenza e sulle aspettative degli operatori economici? E quali sono i confini del sindacato giurisdizionale su tali scelte?
Ribassi eccessivi sulla base d'asta: ok del Consiglio di Stato alla revoca della gara
Con la sentenza del Consiglio di Stato del 20 agosto 2025, n. 7091, relativa a una procedura indetta per l’affidamento di servizi bancari, si torna a parlare di discrezionalità della stazione appaltante nella valutazione delle offerte e di piena legittimità dell’annullamento in autotutela di una gara.
Nel corso della selezione, tre offerte su quattro hanno registrato ribassi compresi tra il 47% e il 56% sull’importo a base di gara. Un dato che ha indotto la stazione appaltante a ritenere la base d’asta eccessivamente elevata rispetto alle reali condizioni di mercato.
Contestualmente, era sopravvenuta l’esigenza di rimodulare la gara per includere un servizio aggiuntivo. Prima dell’aggiudicazione definitiva, la SA ha quindi esercitato il potere di autotutela, revocando l’intera procedura e annunciando una nuova gara con importi rivisti.
Una scelta che uno dei concorrenti non ha condiviso e che ha impugnato, senza però ottenere un riscontro positivo in primo grado. Da qui, la decisione di prensentare appello al Consiglio di Stato.