Revoca offerta presentata in gara: entro quando è consentita?
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana chiarisce i limiti della revoca e della successiva "revoca della revoca" della proposta contrattuale nelle procedure di affidamento
Può un concorrente revocare la propria offerta dopo aver partecipato a una gara pubblica? E fino a che punto la revoca della proposta può essere a sua volta ritirata, senza ledere la par condicio e la certezza delle procedure? Quale confine separa il diritto dell’offerente di mutare la propria volontà contrattuale e l’interesse della stazione appaltante a una gestione stabile e trasparente della gara?
Revoca della proposta contrattuale e affidamenti pubblici: l’ordinanza del CGARS
Sono particolarmente interessanti gli spunti offerti dall'ordinanza del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana 8 settembre 2025, n. 254, relativi a una gara d’appalto per la quale la società aggiudicataria aveva presentato un atto di revoca della propria proposta, salvo poi ritirare tale revoca pochi giorni dopo.
Il TAR, in primo grado, aveva respinto il ricorso di un altro concorrente, che lamentava l’illegittimità della permanenza in gara dell’aggiudicataria perché l'atto di revoca sarebbe stato efficace e non annullabile.
Ne è scaturito l’appello al CGARS, deducendo appunto che la revoca della proposta avesse già prodotto effetti, rendendo irrilevante la successiva revoca della revoca.
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