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SAL Bis e CEL: il MIT conferma le indicazioni ANAC sui maggiori importi

Come cambiano compilazione dei CEL, adeguamenti prezzi e qualificazione SOA dopo il parere MIT n. 3799/2025

di Redazione tecnica - 03/12/2025

Quando si parla di adeguamenti dei prezzi e di “SAL Bis”, la domanda che torna più spesso è sempre la stessa: come si devono compilare i Certificati di esecuzione lavori (CEL)? Ma, soprattutto, i maggiori importi riconosciuti all’impresa devono essere riportati solo come informazioni aggiuntive o incidono davvero sul valore che servirà poi per la qualificazione presso la Società Organismo di Attestazione (SOA)? E ancora: quale interpretazione bisogna seguire dopo il Comunicato del Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) del 30 gennaio 2025, che sembra avere cambiato l’approccio rispetto ai chiarimenti precedenti?

Sono dubbi pratici, molto concreti, che ogni Responsabile Unico del Procedimento (RUP) e ogni direttore dei lavori si pone quando arriva il momento di chiudere un contratto in cui gli adeguamenti hanno avuto un peso significativo. Un importante chiarimento è arrivato dal Supporto Giuridico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) che, con il parere n. 3799 del 19 novembre 2025, è intervenuto proprio su questo nodo.

SAL Bis e CEL: il quesito al MIT

Il quesito posto al MIT nasce da una necessità molto semplice: capire dove e come debbano essere inseriti nei CEL i maggiori importi derivanti dalle compensazioni ex art. 1-septies del Decreto-Legge n. 73/2021 e dagli adeguamenti prezzi ex art. 26 del Decreto-Legge n. 50/2022, cioè i cosiddetti SAL Bis.

Il quadro 4.3 del modello ANAC, dedicato agli “altri importi autorizzati”, sembrava da sempre la sede naturale. Ma la vera domanda era un’altra: quei maggiori importi devono essere riportati anche nei quadri 6.2 e 6.3, che incidono direttamente sul valore delle lavorazioni e quindi sulla qualificazione SOA?

A complicare ulteriormente la vicenda, c’era un precedente tutt’altro che marginale: il Parere MIT n. 1497/2022 che – in un contesto ancora emergenziale – aveva sostenuto una tesi opposta. Poi, a gennaio 2025, il Comunicato ANAC aveva introdotto una lettura completamente diversa.

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